Comparazione di quote di scommesse 2026: il costo che si nasconde in ogni quota
Una quota non è un prezzo di mercato come quello del pane. È un prezzo costruito da qualcuno che vuole guadagnarci sopra, e ogni volta che la si confronta con quella del bookmaker accanto si sta guardando, in realtà, quanto quello scarto è largo. Questa è una guida al costo: quanto costa scommettere, non quanto si può vincere.

31 Ottobre 2026 — dati verificati sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) e sulle condizioni contrattuali pubblicate da ciascun operatore.
Perché la quota che vedi contiene già il conto del bookmaker
Il payout, o quota di restituzione, dice quale parte di tutto il denaro puntato su un mercato torna indietro sotto forma di vincite. Non è un’opinione sul bookmaker: è un rapporto che si calcola dalle quote stesse, e una volta imparato a farlo si smette di guardare la quota come a un numero neutro.
Il meccanismo è semplice. Si sommano i reciproci di tutte le quote di tutti gli esiti possibili di uno stesso mercato e si divide 1 per questa somma. Con le quote 1,25 / 5,00 / 10,00 il risultato è circa il 90,91 %. Il resto, quel 9 % e rotti, non è mai stato in gioco.
L’immagine del bookmaker come avversario di chi scommette non è una metafora polemica, è la definizione tecnica della quota fissa: il bookmaker stabilisce la quota e si pone dall’altra parte della giocata. La quota vale dal momento in cui la schedina è giocata e non può più essere modificata. Firmato il biglietto, il prezzo è quello — anche se la tua opinione sull’evento cambia dieci minuti dopo.
Esiste anche il rovescio della medaglia, e vale la pena conoscerlo prima di lamentarsi della quota fissa. Con le quote variabili, il totalizzatore, i giocatori scommettono tra loro e la quota viene definita solo dopo l’evento. Il payout della quota di restituzione in quel caso è inferiore al 50 % presso gli operatori statali, e arriva fino a circa l’85 % per le corse di cavalli. Detto altrimenti: il modello «tra pari» non è affatto più generoso, e in alcuni contesti è brutalmente meno generoso. Chi cerca il totalizzatore pensando di aver trovato il modo di evitare il margine del bookmaker sta guardando la scatola sbagliata.
I bookmaker costruiscono le quote in modo che le probabilità implicite di tutti gli esiti messi insieme superino il 100 %. L’eccedenza si chiama overround ed è il guadagno del bookmaker quando il libro è bilanciato, cioè quando le puntate sono distribuite più o meno come le probabilità che le quote suggeriscono. Attenzione al «quando»: l’overround è un guadagno matematico, non una certezza contabile. Se tutte le puntate finiscono su un solo esito e quell’esito esce, il margine teorico non salva il bookmaker dalla perdita di giornata. Per chi punta questo cambia poco: lo scarto si paga in ogni caso, che l’operatore chiuda in utile o in perdita.
fondamen: quanto paga davvero un mercato, fra due e tre esiti
Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90 % nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85 % in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio. Quei numeri non sono una condanna né una truffa: sono il punto di partenza di tutto il ragionamento sul costo, e vanno tenuti a mente mentre si scorrono le quote di una giornata.

Il margine implicito è la differenza fra il 100 % e il payout. Un mercato a tre esiti con payout dell’85 % lascia al bookmaker circa il 15 % del volume teorico. Su un mercato a due esiti con payout del 90 %, il margine scende a circa il 10 %. La differenza fra i due casi non è una questione di generosità dell’operatore: dipende da quanti esiti ha il mercato e da quanto è liquido e prevedibile.
Il calcolo su un mercato a due esiti
Prendiamo un mercato a due esiti illustrativo con quota 1,90 su entrambi i lati. Non è un prezzo quotato da nessuno: è l’esempio che serve a far vedere dove finisce il margine. Con 1,90 e 1,90, i reciproci sono 1/1,90 = 0,5263 e 1/1,90 = 0,5263, che sommati danno 1,0526. Il payout è 1/1,0526, cioè circa il 95,0 %, e il margine è quanto resta, circa il 5 %. La stessa formula applicata a un mercato vero a tre esiti dà lo scarto ben più largo descritto sopra: la forbice va da circa il 2,5 % su un due esiti particolarmente stretto a circa il 10 % su un due esiti costruito con quote più basse, e si allarga ancora quando gli esiti diventano tre. Il margine non è mai un numero solo, è sempre una banda con la sua condizione: quante vie d’uscita ha il mercato, e quanto strette sono le quote che l’operatore ha deciso di mettere.
Vale la pena confrontare quel 5 % con i due estremi che il mercato offre. Un due esiti con quota 1,95 su entrambi i lati lascia al bookmaker circa il 2,5 %; con quota 1,80 su entrambi i lati il margine sale a circa il 10 %. Il quadruplo dello scarto, senza che nulla sia cambiato nell’evento: quattro volte la stessa partita, quattro volte la stessa incertezza, e un costo per chi punta che si moltiplica per quattro. È la ragione per cui una comparazione di quote fatta bene non confronta la quota più alta su un esito, ma la somma dei reciproci sull’intero mercato.
C’è poi la lettura per l’altro verso, quella che serve a capire cosa l’operatore pensa dell’evento. Con le quote decimali fisse la probabilità implicita è il reciproco della quota: 1,01 corrisponde al 99,01 %, 2,00 al 50,00 %, 4,00 al 25,00 %. Utile quando si guarda un mercato e si vuol capire se la quota che sembra alta sia davvero alta o sia solo un’esca.
La vincita si calcola in un modo solo, ed è il caso di saperlo
Chi punta tende a fidarsi del saldo che compare nella schedina. Meglio non farlo, perché il calcolo è elementare e verificarlo richiede dieci secondi.
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e la legge lo dice esplicitamente: il premio è la puntata per la quota. Con 10 € a quota 1,85, il ritorno lordo è 18,50 €, dei quali 10 € sono la puntata restituita e 8,50 € il profitto netto. Se la schedina è una multipla, le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico: tre selezioni a 2,00, 1,80 e 1,50 danno una quota complessiva di 5,40, e 10 € su quella schedina rendono 54 € lordi. Il conto torna sempre, ed è l’unico punto della scommessa in cui non c’è margine nascosto: la quota è quella che è stata accettata, e non cambia più.
Il costo, in questo schema, è tutto a monte. La quota è già stata costruita con l’overround dentro; il calcolo della vincita è la parte onesta del rapporto, ed è per questo che conviene farlo prima di giocare e non dopo.
normati: la concessione è per sito, non per marchio
Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza. La sigla AAMS resta quella che il mercato continua a usare, ma il regolatore oggi si chiama ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — e le concessioni sono «concessioni» vere, assegnate con gara pubblica, non licenze aperte a chiunque le chieda.

Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.
Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (comma 5). Condizioni di concessione e regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): una concessione non si rinegozia a metà strada, e per chi punta questo significa che le regole di base non cambiano sotto i piedi da un anno all’altro.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Un premio di ingresso salato, che spiega perché una concessione non si lasci mai andare a cuor leggero — e perché chi la possiede abbia tutto l’interesse a restare dentro le regole.
Cosa dice davvero l’elenco dei concessionari
L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è la prima cosa che sfugge a chi cerca una «licenza» del marchio.
La seconda cosa che sfugge è più insidiosa: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare nell’elenco non dimostra dunque che quel sito offra scommesse sportive; a dimostrarlo è il sito o l’app dell’operatore, con il suo palinsesto. Un nome in una classifica, va detto con chiarezza, non è una concessione e non sostituisce nessuna verifica. E l’elenco non è tutto il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questa comparazione non è per questo privo di concessione.
Il modo pratico per verificare: ogni operatore dichiara numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni contrattuali. Il numero, non il marchio, è la cosa da controllare.
Il palinsesto è l’altro pezzo di questa architettura. L’art. 2, lett. s) del decreto definisce il «palinsesto» come il programma di eventi (sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi) e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata.
Quanto costa l’identificazione, e cosa c’è dall’altra parte
Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID; per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del settore.
Chi apre senza SPID deve sapere cosa lo aspetta: l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Non è una spesa in denaro, è una spesa in tempo e in attenzione, ed è il tipo di costo che non compare in nessuna tabella comparativa perché non si vede finché non morde. Ma la verifica dell’identità è anche ciò che rende possibile tutto il resto: senza un conto intestato e verificato non esistono limiti di deposito personali, non esiste autoesclusione efficace, non esiste un prelievo che arrivi sul conto giusto.
Le ricariche meritano un discorso a parte. I «punti vendita ricariche» previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie — sono iscritti in un registro ADM e ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario, dopo l’identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi esercita. La comodità del contante al tabaccaio ha dunque un tetto basso e un verso solo: il denaro entra, non esce.
Fra i canali che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e nessuna norma che nomini canali approvati è nota. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.
RUA e limiti: gli strumenti che non costano nulla e quelli che costano caro
La protezione di chi gioca si gioca tutta su un punto: la concessione ADM collega il conto alla rete di tutele italiane, e un sito senza concessione no. È la differenza più costosa di tutto il panorama, e vale la pena spiegarla bene perché è l’unica voce di questa comparazione che non si misura in percentuale.
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede una serie di strumenti: limiti di autodeterminazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un solo gesto, e la porta si chiude su tutto il settore legale italiano: è il motivo per cui il self-exclusion di un concessionario vale più di quello di un sito qualunque.
Quanto costa alzare un limite
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Quei sette giorni sono il costo nascosto che nessuno mette in vetrina, ed è un costo nel verso giusto: sono lì perché l’aumento di limite è la decisione che si prende in un momento di eccitazione e si rimpiange il giorno dopo. Il limite che si alza non entra in vigore in tempo per la partita che si sta guardando. La riduzione, invece, morde subito — e chi vuole ridurre ha dalla sua il vantaggio temporale.
La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è nota. Vuol dire che, in pratica, il numero che conta è quello che ogni singolo operatore applica secondo i protocolli approvati e quello che il giocatore sceglie al momento dell’iscrizione. Chi vuole sapere a che punto è messo, legge il proprio conto: il limite attivo è una voce consultabile, non un’informazione da chiedere all’assistenza.
Sul versante delle informazioni obbligatorie, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Un obbligo di spesa, non di risultato. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il canale indicato per i residenti in Italia, e compare fra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Quello che le quote non dicono: i tipi di giocata e i mercati
Un mercato ha una copertura, e la copertura cambia il costo in modo silenzioso. Una singola su una partita di Serie A e una combo da sei selezioni sono due prodotti diversi, anche quando il margine del bookmaker sul singolo evento è identico.
I nomi che circolano sono sempre gli stessi: scommessa singola, multipla, sistema, combo, cash out, live, pre-match. Cambia il modo in cui il margine si accumula. In una multipla le quote si moltiplicano, e con esse si moltiplica lo scarto incorporato in ognuna: tre mercati da circa il 5 % di margine ciascuno non si sommano in un 15 % che si legge sulla schedina, ma il risultato finale resta che la quota complessiva è costruita su un payout più basso di quello di ogni singola gamba. È il costo più facile da dimenticare, perché la quota grande in cima alla schedina sembra un premio e non un preventivo.
Il cash out è l’altra voce su cui si fa confusione. La funzione permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e su questo la descrizione degli operatori è concorde. Il prezzo di quella chiusura lo forma il bookmaker, e non è la quota che si vedeva un minuto prima. Chiudere in anticipo è una scelta, e come ogni scelta ha un costo che si paga nel momento in cui la si esercita. Non c’è niente di male, a patto di non raccontarsi che si tratti di un servizio gratuito offerto per simpatia.
Sul numero di mercati le piattaforme italiane non si risparmiano, ed è l’ambito in cui la comparazione diventa davvero interessante. bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. SNAI offre singole, multiple e sistemi con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, oltre alla funzione My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
Una nota sulla copertura: ogni quota si confronta solo con la quota dello stesso identico evento e dello stesso identico mercato, e le cifre di questa pagina provengono da fonti diverse e da date diverse. Quando si confrontano le quote di due operatori sulla stessa partita, la finestra temporale va chiusa: le quote si muovono, e la «migliore» di dieci minuti fa spesso non è più acquistabile.
Cosa può essere giocato, e cosa no
Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se poi qualche marchio online offra concorsi pronostici sportivi non è dato sapere; esiste, ed è un’eccezione nell’offerta italiana.
Gli eventi simulati hanno una definizione precisa: l’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e la cosa da sapere è che il regime fiscale di quelle giocate è specifico: le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite.
L’ippica nel diritto italiano è due cose diverse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» (lett. c; art. 2, lett. h: giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti concorsi ippici nazionali online non è dato sapere.
Il live è offerto da ogni grande operatore; le regole ADM sui mercati live, i ritardi e gli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Le scommesse su eventi che coinvolgono minori hanno una delibera ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Gli esports: se il palinsesto li comprenda non è dato sapere. Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto alla registrazione.
Il betting exchange è un gioco a sé, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, cadendo il prelievo sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Tassazione: chi paga, e chi non deve dichiarare
Questa è la voce su cui circolano più leggende che su qualunque altra, e vale la pena metterla in ordine.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è regolata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %). Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per chi punta, la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa specializzata, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria a confermarla, quindi conviene consultare un commercialista prima di prenderla come una regola fiscale.
Il quadro cambia del tutto con le vincite da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale». Qui il costo non è la quota più alta: è il commercialista, e la complicazione di una dichiarazione che nessuno aveva messo in conto.
Pubblicità e bonus: cosa vieta la legge e cosa no
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione.
Chi legge una comparazione di quote di scommesse in Italia sta leggendo qualcosa che vive in uno spazio stretto: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto, che resta il termine con cui gli operatori lo chiamano. Non esiste un tetto legale al bonus né un tetto legale ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore — ed è esattamente lì che il lettore deve guardare.
Sul fronte dell’applicazione, la cronaca dal 2025 è più confusa di quanto il testo della norma lasci intendere. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E resta una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non è stato trovato, e alla data della verifica il divieto è in vigore.
Aggiunge ADM che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare misure di AGCOM nei confronti dei mezzi che la ospitano. Un dettaglio che dice molto su come è costruito il mercato: la visibilità costa, e chi non ha concessione la trova per vie traverse.
La giurisdizione: cosa cambia quando il sito è senza concessione
Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, con i mirror che riappaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati»: il sito di ieri sera non è quello di domani mattina, e chi ha un conto su un dominio oscurato si trova a dover spiegare a se stesso dove sono finiti i soldi.
Ma il costo vero non è il blocco, è quello che la legge dice del giocatore. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Vale la pena essere chiari su cosa significa questo per una comparazione di quote. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: la zona è descritta come non protetta, senza che qui si nomini alcun marchio e senza dettagli su metodi di deposito o bonus.
C’è una sottigliezza che riguarda anche chi sta dalla parte giusta. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso è senza protezione là fuori. Chi si è dato un limite di deposito su un operatore ADM non lo ritrova su un dominio estero: il limite vive dentro il conto, non dentro la persona. Ed è il costo più grande di tutti, perché si materializza esattamente nel momento in cui serviva che qualcosa funzionasse.
C’è poi la finestra in cui un dominio oscurato non è ancora oscurato, e in cui un mirror nuovo non è ancora nell’elenco. In quella finestra un operatore senza concessione raccoglie depositi, paga qualche prelievo per costruirsi credibilità e poi sparisce. Non è una teoria: è la ragione per cui l’elenco di ADM e quello della Guardia di Finanza vanno guardati prima di aprire un conto, non dopo aver depositato.
panorami: dieci piattaforme con concessione ADM, lette dal lato del costo — prefazione
| Piattaforma | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema delle quote |
|---|---|---|
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+ per unire più mercati di eventi selezionati in una sola giocata, pre evento e live |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Eventi sportivi in diretta streaming, con palinsesto quotidiano fra tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 |
Una precisazione che riguarda l’intero elenco, e che vale più di tutte le colonne messe insieme: la concessione è per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione scommesse sportive, poker, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Il codice di concessione dice che quel .it è autorizzato a operare in Italia; non dice da solo che offra scommesse sportive, e a dimostrarlo è il palinsesto dell’operatore. Due righe di questa tabella — Lottomatica e Goldbet — riportano la stessa società, GBO Italy, e due concessioni diverse: la verifica si fa sul numero, non sul marchio.
Nessuna di queste dieci è una «migliore» in assoluto, e nessuna ha un’esclusiva: il mercato è fatto di molti più concessionari di quelli qui elencati, e un marchio assente da questo elenco non è per ciò stesso privo di concessione. Le due colonne che contano davvero per una comparazione di quote — il payout effettivo e il margine sul mercato che interessa — non stanno nella tabella, perché non le pubblica nessuno: si ricavano, mercato per mercato, con il calcolo dei reciproci. La tabella serve a sapere chi è chi e chi ha cosa; il conto lo fa chi gioca.
Le piattaforme, una per una: cosa ciascuna mette sul tavolo
bet365 — la licenza più alta dell’elenco e un cantiere di mercati
Con concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, bet365 è uno dei nomi con il codice più alto fra quelli qui elencati, e sul prodotto il suo catalogo è il più chiaro della lista: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre evento sia live. ADM ha autorizzato la Setka Cup a settembre 2026 con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata, ed è il tipo di dettaglio che si nota: essere il primo a bordo di un nuovo torneo non è pubblicità, è presenza di palinsesto.
L’aspetto che interessa a chi guarda il costo è un altro. «Quote Maggiorate» è la formula con cui l’operatore annuncia un prezzo migliore, e la domanda da farsi davanti a ogni quota maggiorata è sempre la stessa: maggiorata rispetto a cosa. Se il mercato base ha un margine costruito con un payout basso, l’aumento può riportare la quota allineata agli altri senza fare miracoli. Il confronto va fatto sul reciproco, non sul colore in cui la quota è stampata. Sul gioco responsabile l’operatore indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione: un pacchetto completo, che è quello che ci si aspetta dal marchio con più risorse.
Il verdetto è che bet365 è il posto giusto per chi vuole profondità di mercato e strumenti di costruzione della giocata, e per chi è disposto a verificare da sé, mercato per mercato, se la quota maggiorata del giorno sia davvero meglio della concorrenza. La profondità non è un prezzo basso: sono due cose diverse, e questa licenza vende la prima.
Betsson — migliaia di eventi, con un’interfaccia marina
Con concessione n. 16027 di Azzurri Limited, Betsson copre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La sigla della società è la stessa di StarCasinò, ed è un promemoria del fatto che in Italia la concessione si conta per sito: due concessioni, due marchi, una ragione sociale.
Migliaia di eventi significa, in concreto, che chi cerca un mercato di nicchia o un campionato minore ha buone probabilità di trovarlo. È anche la ragione per cui il margine su quegli eventi merita un controllo prima della giocata: sui campionati molto seguiti la concorrenza comprime lo scarto, sui tornei che nessuno guarda la copertura costa di più, e nessun operatore fa eccezione. La comodità della copertura ampia va pesata contro il margine del mercato specifico.
Il verdetto: Betsson è la scelta di chi ha bisogno di un evento che altrove non trova, e in quel caso la copertura vale più di mezzo punto di quota. Chi invece punta solo sui grandi campionati non ha motivo di preferirlo a chi offre lo stesso palinsesto con un payout migliore.
Goldbet — il marchio sportivo dello stesso gruppo di Lottomatica
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Goldbet mette sul tavolo un’app che copre Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con il bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra. Sul fronte dell’identificazione il gruppo offre anche CIE tramite un fornitore SPID, accanto alle procedure con SPID e documento: un dettaglio operativo, ma è quello che decide quanto tempo passa fra la decisione di aprire il conto e la prima giocata.
La struttura delle schedine — singole, multiple, sistemi — è il catalogo standard, e il «sistema» è la tipologia su cui conviene leggere le condizioni con calma: è la formula in cui l’accumulo di margini e l’articolazione delle combinazioni rendono il costo finale meno trasparente di una singola. Chi entra per il bonus di benvenuto trova davanti a sé, come sempre in Italia, i requisiti di puntata che l’operatore stabilisce nelle proprie condizioni.
Il verdetto: Goldbet ha senso per chi vuole un marchio sportivo solido e usa i sistemi con cognizione di causa. Chi non ha mai giocato un sistema non ha motivo di imparare la lezione con denaro vero.
Sisal — il catalogo più fantasioso d’Italia
Sisal Italia S.p.a., concessione n. 16020, propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento. È il catalogo con più nomi propri di tutto l’elenco, e i nomi propri meritano la diffidenza che meritano: una Supercoppia o una Scommessa DUO sono combinazioni costruite dall’operatore, e ogni combinazione costruita porta con sé un margine calcolato dall’operatore.
Il Cash Out è la voce da guardare con più attenzione. La funzione chiude la giocata prima della fine, e il prezzo lo fa l’operatore nel momento in cui si chiude: comodo quando la partita sta girando male, mai gratuito. Chi usa il Cash Out come strumento abituale dovrebbe fare il conto di quanto gli è costato in un mese. Sul resto, la varietà dei mercati su tiri, rigori e cartellini è un vantaggio reale per chi gioca quei mercati specifici, perché la specializzazione dell’offerta è l’unico posto in cui la concorrenza abbassa davvero lo scarto.
Il verdetto: la scelta per chi vuole giocare i mercati laterali e sa che il Cash Out è un servizio a pagamento, non una rete di sicurezza. Chi cerca la quota più alta sul 1X2 di una partita di cartello cerchi altrove.
Betfair — l’exchange, e le regole che gli altri non hanno
Concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., l’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma il motivo per cui Betfair è in questa lista è un altro: la piattaforma è descritta come la prima in Italia sull’exchange, il gioco previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima.
Un exchange funziona con una logica economica diversa da quella del bookmaker: non c’è un prezzo imposto da un solo soggetto, ma una commissione applicata a chi vince le operazioni. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, cadendo il prelievo sul concessionario. Sono esattamente le condizioni che cambiano il calcolo: la commissione, non il margine, e un minimo di puntata che rende l’exchange poco adatto a chi gioca importi minuscoli. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Il verdetto: Betfair è il posto in cui un punter esperto trova un costo strutturalmente diverso dai bookmaker, e il posto sbagliato per chi punta 2 € a schedina, perché il minimo «back» lo esclude. Le regole specifiche dell’exchange italiano vanno lette prima, non dopo.
Planetwin365 — streaming tutti i giorni, e un palinsesto che lo dice
Pwo S.p.a., concessione n. 16007, offre eventi sportivi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Non è calcio, ed è il punto: la copertura dello streaming su sport minori è ciò che rende giocabile un mercato live, perché senza vedere l’evento il live diventa una scommessa sulla scommessa.
Il tennis tavolo in streaming quotidiano è una nicchia con una caratteristica precisa: gli eventi sono corti, si susseguono, e il live è più frenetico che altrove. Un ambiente così è il posto in cui si accumulano più giocate di quante se ne erano programmate, e quindi il posto in cui il margine per unità di puntata pesa più che su una singola giocata la domenica. Vale per chiunque, non solo per chi ha un rapporto complicato con il gioco: la frequenza è la variabile che moltiplica ogni altra voce di costo.
Il verdetto: Planetwin365 è la scelta per lo spettatore che vuole seguire gli sport che le televisioni ignorano, e per lui lo streaming è un argomento più forte di mezzo punto di quota. Chi cerca il mercato principale di una partita di Serie A troverà altrove payout migliori.
Eurobet — l’operatore con più concessioni del gruppo, e il conto più ordinato
Concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, l’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. La società è la stessa che gestisce Bwin e Giocodigitale: una ragione sociale, tre siti, tre concessioni — è l’esempio più chiaro di come funziona il sistema italiano e di come un marchio non corrisponda a un’autorizzazione.
My Bets è un dettaglio di interfaccia che vale come dettaglio di costo. Avere tutte le giocate aperte e chiuse in un posto solo è il modo più semplice per sapere, dopo un mese, quanto si è puntato e quanto si è ricevuto. La maggior parte dei giocatori non lo sa, e non lo sa perché non ha mai guardato. E il conto, quando lo si guarda, racconta il payout effettivo meglio di qualunque tabella.
Il verdetto: Eurobet è una scelta ragionevole per chi vuole una piattaforma ordinata e usa il catalogo standard senza pretese. L’ordine è un argomento serio, ma non è un prezzo, e chi confronta solo il prezzo non troverà qui un motivo per spostarsi.
Lottomatica — il palinsesto più televisivo, e la stessa società di Goldbet
Con concessione n. 16010, sempre di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il codice è diverso da quello di Goldbet, la società è la stessa: due siti, due concessioni, un solo concessionario.
Il palinsesto è quello che si guarda in televisione, ed è una scelta precisa: chi punta solo sui grandi eventi trova qui tutti i mercati che gli servono, con la comodità dello streaming accanto alla quota. Ma è anche il segmento più affollato del mercato, quello in cui ogni operatore ha un prezzo e la concorrenza è più stretta. Proprio per questo è il terreno migliore per la comparazione: se un operatore vuole dimostrare di avere quote competitive, è sul 1X2 di un big match che deve farlo.
Il verdetto: Lottomatica è la scelta di chi vuole il grande evento con la partita accanto sullo schermo. Sulla profondità dei mercati minori non compete con i marchi specializzati, e chi cerca un campionato esotico lo troverà altrove.
StarCasinò — il casinò con un bookmaker dentro
Concessione n. 16026 di Azzurri Limited, StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È una delle piattaforme «casinò prima, bookmaker poi» di questo elenco, e la cosa va detta senza giri di parole: l’offerta sportiva è il contorno di un prodotto diverso.
Per chi cerca una comparazione di quote questo ha una conseguenza pratica. Un conto aperto per il casinò e usato per lo sport difficilmente diventa il conto principale per lo sport: la quota giusta la si cerca dove si è abituati a cercarla, e la profondità dei mercati non è la ragione per cui si sceglie StarCasinò. La concessione è in regola e il prodotto esiste, ma la specializzazione conta quando si confrontano i prezzi.
Il verdetto: StarCasinò va bene per chi gioca soprattutto in sala e ogni tanto mette una schedina sull’evento della domenica. Per chi fa dello sport il centro del conto, la varietà di tipologie non colma il divario di profondità con i marchi sportivi.
William Hill — il bonus più dettagliato della lista, e i suoi tre paletti
William Hill Malta Plc, concessione n. 16044, è l’unico operatore di questo elenco di cui le condizioni descrivono il bonus di benvenuto sportivo nel dettaglio: nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. È materiale per il ragionamento sul costo, e il ragionamento vale la pena farlo fino in fondo.
Un bonus cash è denaro vero, ed è la forma migliore fra quelle in circolazione: un free bet non restituisce la puntata in caso di vincita, mentre il cash sì. Ma il valore non si misura sull’importo nominale, si misura su quello che serve per incassarlo. Qui servono multiple da almeno cinque selezioni con quota minima 5.00 per ogni gamba, giocate con denaro reale. Cinque selezioni significano cinque margini uno sopra l’altro, e una quota minima di 5.00 per gamba restringe la scelta a mercati meno battuti, che sono anche quelli con lo scarto più largo. Le tranche da 10 € significano inoltre che il bonus arriva a pezzi, e ogni pezzo va fatto girare con le stesse condizioni. Il deposito minimo di 20 € entro 7 giorni è il paletto che chiude la finestra: chi apre il conto e ci pensa la settimana dopo trova il bonus scaduto.
Il verdetto: il Benvenuto Sport di William Hill premia chi gioca già multiple a cinque selezioni con quote sopra 5.00 senza pensarci due volte, e per quel giocatore le condizioni sono la fotografia della sua schedina abituale. Per chi punta singole a 1,80 il bonus è un cantiere: per rispettare i requisiti dovrebbe cambiare il modo di giocare, e cambiarlo per 50 € è un cattivo affare. La trasparenza delle condizioni, va detto, è encomiabile — rara nel settore — e consente questo conto senza doverlo indovinare.
Come si usa la tabella, e dove finisce
Una comparazione di quote ha senso solo se si sa cosa si sta confrontando. La prima cosa da chiarire è che la colonna «concessione» non è una graduatoria di qualità: i numeri 16000–16051 sono codici, e un codice più alto non significa un operatore più recente o migliore. La seconda è che i marchi sotto una stessa ragione sociale sono siti distinti con concessioni distinte, come mostrano Goldbet e Lottomatica per GBO Italy e Betsson e StarCasinò per Azzurri Limited.
La terza è la più importante. Le colonne che si vedono in giro — numero di mercati, presenze live, streaming — dicono quanto è ampia l’offerta, non quanto costa. Il costo di un operatore, per il giocatore, è il payout del mercato che gli interessa, e quel numero non è pubblicato da nessuno perché si ricava. La procedura è quella spiegata in apertura: si prendono le quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato, si sommano i reciproci, si divide 1 per la somma e si confronta il risultato con il 100 %. Con due mercati a confronto, il payout più alto è il costo più basso.
Il confronto va fatto a parità di tutto il resto: stesso evento, stesso mercato, stesso momento. Un payout calcolato su un mercato a tre esiti con quote strette non si confronta con uno calcolato su un due esiti: i due numeri descrivono situazioni diverse, e la forbice da circa il 2,5 % a circa il 10 % che si è vista sopra è l’ampiezza della banda dentro cui ci si muove. Chi fa il conto su un mercato solo e generalizza all’operatore intero commette un errore simmetrico a quello di chi giudica dalla quota più alta in vetrina.
E poi c’è il limite di tutto l’esercizio. Il numero di mercati, il dettaglio dei requisiti di puntata, le regole del cash out, i tempi dei prelievi: sono cose che stanno nelle condizioni contrattuali di ciascun operatore e cambiano. Il momento migliore per leggerle è prima di depositare, non dopo aver vinto. Chi apre un conto dopo aver verificato la concessione e dopo aver fatto il conto del payout su due o tre mercati che gioca davvero ha già fatto più di quanto faccia la maggior parte di chi scommette.
Un’ultima nota sul modo in cui si guardano queste cose. L’ordine giusto è: prima la concessione, poi il palinsesto, poi il prezzo su un mercato che si conosce, poi le condizioni del bonus se si vuole il bonus. Chi comincia dalla quarta voce e non arriva mai alla prima ha un conto aperto su un dominio che domani potrebbe non esserci più, ed è la sola voce di questa comparazione che può costare più di qualunque margine.
Domande frequenti sulle quote e sul costo di scommettere
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Le condizioni contrattuali dell’operatore dichiarano numero di concessione e ragione sociale, e il numero si controlla sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove le 52 righe con codici da 16000 a 16051 sono ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per marchio, e l’elenco non indica quali giochi ogni concessionario possa offrire.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: 10 € a quota 1,85 rendono 18,50 € lordi, di cui 8,50 € di profitto netto. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro e danno un prezzo unico, che resta quello accettato all’inizio.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide 1 per la somma: quel valore è il payout, e il margine è ciò che manca al 100 %. Per un mercato a due esiti l’ordine di grandezza tipico è un payout intorno al 90 %, per uno a tre esiti intorno all’85 %, ed è una forbice, non un numero fisso.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra che ADM fissa nella gara di concessione non è nota; contano il protocollo dell’operatore e la scelta del giocatore.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
L’imposta unica cade sul concessionario, al 24,5 % sull’attività a distanza calcolata sulla differenza fra puntate e vincite, quindi le vincite pagate da un operatore ADM arrivano nette e non si dichiarano. È una ricostruzione della stampa specializzata e non è consulenza fiscale: conviene sentire un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione, ed è esposto all’oscuramento del dominio. ADM cita l’art. 4 della legge 401/1989: anche chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Siti di scommesse – Scommesseformula1.com
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