Scommesse con PostePay 2026: quanto costa davvero la carta che ricarica il conto di gioco

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join

L’ultima volta che ho fatto i conti su una carta prepagata usata per scommettere, il conto è finito prima ancora di aprire il conto di gioco. La PostePay Evolution costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo: ventiquattro euro l’anno, incassati da PostePay S.p.A. e non dal bookmaker, che il lettore ci giochi oppure no. È il primo costo di questa filiera, e non è l’ultimo.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
La PostePay Evolution ha un plafond di 30.000 €, un limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare e prelievi ATM di 900 € al giorno e 3.500 € al mese.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le concessioni sono state confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Vale la pena metterlo subito in chiaro, perché è il punto su cui la comunicazione di mezzo settore fa il giro largo: PostePay non è uno strumento di gioco. È una carta prepagata ricaricabile con IBAN associato, emessa da PostePay S.p.A., che riceve bonifici, stipendi e pensioni e si richiede dall’App Poste Italiane, da poste.it o in ufficio postale. Funziona con ogni esercente che accetta Visa o Mastercard, quindi anche con i bookmaker. Che poi un bookmaker la accetti o no, e a quali condizioni, non lo decide Poste Italiane: lo decide la carta, ma solo dentro i limiti che l’operatore scrive nei propri termini.

Questo è il motivo per cui la domanda «quali bookmaker accettano PostePay» ha una risposta meno elegante di quanto ci si aspetti. Non esiste una legge italiana che elenchi i metodi di pagamento ammessi sui conti di gioco. Non esiste un albo degli strumenti approvati. Esiste, dall’altra parte, un elenco pubblico di chi può offrire gioco a distanza in Italia — e quello è l’unico test che un lettore può fare da solo in due minuti, senza credere a nessuno.

Il resto della questione è aritmetica. Trasferire denaro su una carta, ricaricarla, prelevare: ogni passaggio ha un costo in euro o in giorni, e quei costi non si sommano all’offerta del bookmaker, si sommano a quello che il lettore mette in gioco. Quindi conviene partire da lì.

La PostePay, i suoi costi e i suoi limiti reali

Prima di guardare i bookmaker vale la pena guardare lo strumento, perché è lo strumento che produce le prime voci di spesa fisse.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La PostePay Evolution costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo.

La PostePay Evolution ha un plafond di 30.000 €, un limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare e prelievi ATM di 900 € al giorno e 3.500 € al mese. Il costo di emissione è 5,00 € e il canone annuo 19,00 €. Al contrario di quanto molti immaginano, non si paga per pagare: i pagamenti in euro presso gli esercenti, anche online, sono gratuiti. Un bonifico SEPA da app o da postepay.it costa invece 1,00 €.

Il plafond da 30.000 € è una cifra che in un confronto fra bookmaker non serve praticamente a niente. Nessun operatore accetta un deposito singolo di quella portata, nessuno consente un saldo di gioco di quell’ordine. È il tipico numero da scheda prodotto: impressiona e non vincola nessuno. I due tetti che il lettore incontra davvero sono altri, e sono più bassi: il limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare, che diventa rilevante solo per chi ricarica in modo massiccio, e i prelievi ATM da 900 € al giorno e 3.500 € al mese, che invece mordono.

Il terzo numero da tenere a mente è quello che nessuno mette nei titoli: un pagamento contactless fino a 50,00 € non richiede il PIN. Sembra un dettaglio di comodità e per una certa fascia di lettori è una nota di rischio. Una carta che autorizza fino a 50 € senza codice e che è collegata a un conto di gioco con saldo disponibile è una carta che va tenuta dove la si tiene il portafoglio, non lasciata in vista sul tavolo di casa.

Le ricariche, poi, hanno una geografia precisa. Si ricarica da poste.it e dall’app con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta; in ufficio postale con contanti; agli sportelli Postamat; e nelle tabaccherie Punto Poste con contanti da 1,00 € a 997,99 € per operazione, presentando documento e codice fiscale. La ricarica in contanti sotto i 1.000 € per operazione è il canale più flessibile per chi non vuole far passare il denaro del gioco dal conto bancario di famiglia, ed è anche quello che costa più tempo: un viaggio dal tabaccaio per ogni ricarica, con documento e codice fiscale ogni volta.

Online la carta si usa con numero, scadenza e CVV2/CVC2 oppure tramite Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay. Quest’ultima è la strada che molti lettori finiscono per preferire senza dirlo: un portafoglio digitale sul telefono e un bookmaker nell’app, e il numero della carta non viene più digitato su una pagina web.

Quanto pesa la carta sul budget di chi scommette poco

Facciamo il conto che nessun bookmaker pubblica, perché non è nel suo interesse: chi ricarica 20 € al mese paga 24 € l’anno di emissione e canone. Sulla spesa annua di 240 € di gioco, sono il 10 % che se ne va in burocrazia prima di aver messo una sola puntata. Chi ricarica 200 € al mese paga gli stessi 24 € e sta dentro l’1 %. La carta costa uguale per tutti; è il volume a decidere se il costo è tollerabile o assurdo. Un lettore che scommette in modo saltuario con PostePay sta pagando un pedaggio fisso su un’attività piccola, e il modo più semplice di ridurlo non è cambiare bookmaker, è non usare una carta a canone per ricaricare.

Il bonifico da 1,00 €: quando conviene e quando no

Un bonifico SEPA costa 1,00 € da app o da postepay.it. Sembra il canale nobile, quello che non lascia traccia in contanti e non passa da un tabaccaio. Ma un bonifico da 1,00 € a ricarica, fatto otto volte l’anno, costa 8 € — un terzo del canone. Fatto venti volte l’anno, costa quanto l’intera carta. Chi ricarica spesso con bonifico paga una commissione proporzionale al numero di operazioni, non all’importo, e il rimedio è caricare di meno e caricare più grosso. Chi invece vuole tenere il denaro del gioco separato dal conto principale ha davanti un compromesso chiaro: 1,00 € per ogni ricarica è il prezzo della separazione, e vale la pena solo se quella separazione serve davvero a tenere le spese sotto controllo.

Perché il conto di gioco è sempre intestato a chi paga

C’è un vincolo che non si aggira: gli strumenti di ricarica e di prelievo devono essere intestati al titolare del conto di gioco. Admiralbet lo scrive nei propri termini sia per la ricarica sia per il prelievo. BetFlag accetta PostePay — carta o app, anche con QR code — per i depositi con accredito immediato, e per i prelievi solo se il titolare della carta coincide con quello del conto. Non è una formalità commerciale: è la combinazione di due obblighi che si incontrano, l’antiriciclaggio da una parte e l’identificazione del conto di gioco dall’altra.

La conseguenza pratica è che non si presta e non si prende in prestito una carta per giocare. Una carta intestata alla madre, al convivente o a un amico può ricaricare il conto senza problemi e poi far bloccare il prelievo, esattamente nel momento in cui i soldi devono tornare indietro. Chi ha bisogno di una PostePay per scommettere e non ce l’ha deve aprirla a proprio nome prima, non dopo.

Normativa e vigilanza: cosa cambia se il bookmaker ha la concessione

Il quadro giuridico italiano si regge su un decreto che molti lettori non hanno mai sentito nominare. Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non sono aperte a chi le chiede: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, e l’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori possono gestire le attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La PostePay Evolution si ricarica da Poste e dall'app con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta, in ufficio postale con contanti.

L’elenco di riferimento è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» tenuto da ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che il mercato continua a chiamare AAMS. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Verificato il 25 ottobre 2026, l’elenco conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Due cose vanno capite di questo elenco, e sono le due che quasi tutti i confronti online sorvolano.

La prima: la concessione è per sito, non per società. Una stessa impresa può gestirne diversi — Eurobet Italia S.r.l. amministra Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Il nome del concessionario raramente coincide con il marchio che il lettore vede sullo schermo, e va letto nella riga di licenza dei termini dell’operatore, non dedotto dal logo. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy S.p.A.; Goldbet è la stessa società; Betsson e Starcasino fanno capo ad Azzurri Limited; William Hill a William Hill Malta Plc; Admiralbet ad Admiral Bet S.r.l.; Betflag a Betflag S.p.A.

La seconda, e più importante per chi cerca un bookmaker con PostePay: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere insieme il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo, in qualunque combinazione. La presenza sull’elenco non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive. Non lo dimostra nemmeno il fatto che compaia in una classifica. Quello che lo dimostra è il sito dell’operatore stesso, con il suo palinsesto e la sua sezione scommesse.

Su questo i controlli sono utili ma non gratuiti. L’art. 6, comma 5, D.Lgs. 41/2024 mette tra i requisiti della gara un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito fissati da ADM nel bando: le condizioni di concessione e il regime fiscale restano poi fissi per tutta la durata della concessione, per effetto dell’art. 4, comma 3 e dell’art. 5, comma 3. Il libro su cui si gioca non cambia a metà partita.

Cosa si può giocare sotto concessione, e cosa non è detto che ci sia

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Che poi qualche marchio online offra davvero i totalizzatori sportivi è un’altra domanda, e a questa non risponde l’elenco delle concessioni.

Il palinsesto è un concetto tecnico e vale la pena conoscerlo, perché limita ciò su cui si può puntare. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, corse dei cavalli comprese, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; si può giocare solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga un singolo palinsesto è una cosa che si legge sul sito, non nell’elenco.

Gli eventi simulati — le «scommesse su eventi simulati» dell’art. 2, lett. v), cioè gare simulate al computer e mostrate in animazione o come replica di un evento reale — sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione «Virtuali». L’ippica invece è due cose distinte: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti online i totalizzatori di ippica nazionale è una cosa che non si ricava dalla lista.

Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole proprie per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia da verificare caso per caso.

Quello che non esiste, e conviene dirlo perché se ne legge di ogni: un tetto legale in euro sulle puntate sportive. Gli strumenti che limitano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Il registro dei punti vendita ricariche

C’è una parte del sistema che riguarda da vicino proprio chi vuole ricaricare in contanti. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche» — tabaccai, ricevitorie — tenuti in un registro ADM. Questi punti ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario e dopo identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita, non al giocatore.

Il limite dei 100 € settimanali in contanti è il vincolo che quasi nessuno conosce prima di entrarci. Chi immagina di ricaricare il conto di gioco in contanti al tabaccaio per importi consistenti si scontra con un tetto settimanale basso, e non lo aggira girando su tre tabaccai diversi: il tetto è settimanale e complessivo, non per punto vendita. È una regola costruita per limitare il contante nel circuito del gioco, e funziona: chi ha un bankroll serio passa comunque da carta o da bonifico.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco preciso di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non esiste uno statuto che nomini i binari approvati.

Pubblicità, bonus e la parola che non si può usare

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il quadro in movimento è questo: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica del divieto. Una proposta di modifica al bilancio 2026, un emendamento di Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non risulta approvata, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Nessuno di questi passaggi trasforma l’articolo che state leggendo in un invito a giocare, ed è bene chiarirlo: una pagina che spiega quanto costa un’offerta non è pubblicità di un’offerta, ma è bene che il lettore sappia che il confine esiste ed è tracciato dalla legge.

Sui bonus: il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto legale agli importi né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime si leggono nei termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte.

La tassazione: chi paga e chi non dichiara

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il lettore però non paga quella tassa. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — una ricostruzione che circola sulla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Due cose restano da chiarire, e questa pagina non è una consulenza fiscale: la prima è che lo scaglione IRPEF applicato non è noto, la seconda riguarda i siti non autorizzati.

Qui la situazione cambia di segno, e cambia in peggio per chi usa un bookmaker senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite da gioco online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. La lettura va presa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate», e per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Offerte senza concessione: cosa rischia il giocatore

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco agisce a livello DNS e qualche fornitore resta indietro: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, con i mirror che ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi», e la differenza conta per chi conta su un blocco per proteggersi.

La parte che riguarda direttamente il lettore è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM cita così il 28 febbraio 2024: la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore nella formulazione di ADM; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza licenza italiana non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Chi cerca un bookmaker con PostePay e trova in prima pagina un operatore estero che accetta la carta sta guardando un’offerta che la carta non rende legale.

Gioco responsabile: gli strumenti che costano tempo

Il titolo di questa sezione è brutale di proposito. Gli strumenti di gioco responsabile non hanno un prezzo in euro, hanno un prezzo in tempo e in attrito, ed è quel prezzo che decide se il lettore li usa o li aggira.

Il riferimento normativo è l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che prevede limiti di autodisciplina su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore dentro protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. C’è anche un obbligo informativo a carico del concessionario (art. 15, comma 2): lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, speso in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È il rovescio esatto dell’immagine che il settore vende: qui i soldi li mette l’operatore, e li mette per parlare di gioco, non per venderlo.

L’età è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18.

Limiti di deposito: si abbassano subito, si alzano dopo una settimana

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, l’abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e conferma la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Betsson indica di poter impostare facilmente i propri limiti di deposito e un servizio clienti disponibile tutti i giorni 24 ore su 24.

L’asimmetria dei sette giorni è la parte che funziona e la parte che infastidisce, nella stessa misura. Funziona perché toglie di mezzo la decisione presa alle due di notte dopo tre sconfitte: chi vuole alzare il limite sa che ci vorrà una settimana, e ha il tempo di ripensarci. Infastidisce perché la stessa regola colpisce anche chi ha appena ricevuto uno stipendio e vuole alzare il tetto di cento euro per una multipla del weekend, senza che nessuno stia proteggendo nessuno. Il costo del limite più basso è quindi zero; il costo del limite più alto sono sette giorni di attesa, e va messo in conto quando lo si imposta la prima volta — cioè nel momento in cui si è meno portati a pensarci.

Va detto con la stessa chiarezza che la cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota. Chi cerca «qual è il limite di deposito di un bookmaker ADM» cerca un numero unico che non esiste: esiste il limite che ADM impone in gara e che non è pubblico, e esiste il limite che il singolo operatore applica secondo l’età e il comportamento del giocatore.

L’autoesclusione e il RUA

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale fisiche. Non è un filtro per singolo marchio: è un blocco di sistema, e questo lo rende lo strumento più efficace della cassetta degli attrezzi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso fissa.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Bet365 elenca tra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La scadenza del 1° febbraio 2026 segna il passaggio alle forme parziali di esclusione: le durate si allargano da un minimo di 7 a un massimo di 270 giorni, e la forma indeterminata diventa revocabile dopo 9 mesi, dove prima si poteva scegliere fra 30, 60, 90 giorni o l’indeterminato. Per il lettore cambia una cosa importante: l’autoesclusione breve, sotto il mese, prima non esisteva su questa piattaforma. Chi vuole fermarsi quindici giorni oggi può; chi vuole fermarsi per sempre deve sapere che dopo nove mesi può chiedere di rientrare, e che quella porta è una scelta, non una scappatoia.

Il punto che riguarda la ricerca di questa pagina è però un altro, ed è il più scomodo. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso è senza protezione là fuori. Chi si è dato un blocco su tutti i concessionari italiani e poi apre un conto .com estero ha comprato la propria autoesclusione al contrario: la decisione presa con lucidità è stata annullata da un’iscrizione fatta in cinque minuti.

Come si paga con PostePay: accredito, prelievi e tempi

Arriviamo al punto che il lettore cerca davvero: quanto ci mette il denaro a entrare e a uscire.

Il deposito non è un problema. BetFlag accetta PostePay — carta o app, anche con QR code — per i depositi con accredito immediato. Il problema è il prelievo, e i prelievi hanno due vincoli che il deposito non ha: l’intestazione e il tempo.

La regola dell’intestazione la scrivono tutti. Admiralbet include la Carta Postepay/BancoPosta tra gli strumenti per ricaricare il conto di gioco e Postepay tra quelli per prelevare, purché lo strumento sia intestato al titolare del conto. BetFlag accetta PostePay per i prelievi solo se il titolare della carta coincide con quello del conto, e aggiunge una condizione che vale la pena isolare: il prelievo immediato è disponibile dal secondo prelievo. Cioè la prima uscita di denaro non è immediata, la seconda sì. È il tipo di dettaglio che si scopre al momento del primo incasso, quando ormai la puntata è giocata.

Il tempo è la seconda variabile, e qui i numeri sono concreti. William Hill indica per i prelievi su Postepay un importo minimo di 5 € e massimo di 2.500 €, con tempi da 30 minuti a 4 ore tramite Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. Due cose emergono da questa riga. La prima è che il canale conta più del bookmaker: la stessa carta e lo stesso conto danno 30 minuti o 3 giorni a seconda che il prelievo passi da Visa Direct o no. La seconda è che il tetto di 2.500 € per operazione esiste, ed è il tipo di vincolo che non compare nelle pubblicità.

Il tetto di 2.500 € per singolo prelievo non è drammatico nella maggior parte dei casi, ma diventa un problema in un caso specifico. Chi incassa una multipla grossa si trova a dover frazionare il prelievo, e ogni prelievo successivo riparte dal suo ciclo — quindi 30 minuti o 1-3 giorni, moltiplicati per il numero di tranche. Non è una tassa, è un’attesa, e le attese non si vedono sul conto finché non arrivano.

Il primo prelievo è sempre il più lento

La sequenza che quasi nessuno racconta per intero comincia con l’apertura del conto. Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione completa: gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento oppure con SPID, e BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.

Poi arriva il primo deposito, che è anche il più veloce di tutti. Poi la puntata, e poi la vincita. Ed è lì che i tempi si allungano, per tre ragioni che si sommano: l’operatore deve verificare il conto e la carta se non l’ha ancora fatto, la prima uscita non è immediata su almeno un operatore di questo confronto, e il canale di pagamento scelto decide se si parla di mezz’ora o di tre giorni. Un giocatore che apre il conto, deposita con PostePay e vince al primo colpo arriva all’incasso con l’identificazione completa ma con zero storico: è il profilo che ogni sistema antifrode guarda per primo.

Chi vuole ridurre l’attesa fa una cosa sola che funziona: completa l’identificazione prima di giocare, non dopo aver vinto. Il resto è nelle mani dell’operatore.

Ricaricare in contanti: il tetto dei 100 € a settimana

Chi usa la carta al tabaccaio per caricarla lo fa in contanti da 1,00 € a 997,99 € per operazione, con documento e codice fiscale, nelle tabaccherie Punto Poste. Attenzione: quella è la ricarica della carta PostePay, che si ferma appena sotto i 1.000 € per operazione. La ricarica del conto di gioco in contanti passa invece per il registro dei punti vendita ricariche dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024, con il tetto di 100 € a settimana in totale, e i due limiti non si sommano perché sono cose diverse.

La differenza tra i due canali è la cosa più utile da capire di tutta la sezione. La carta accetta contanti in modo generoso e per operazione; il conto di gioco accetta contanti in modo severissimo e settimanale. Chi vuole tenere il gioco fuori dal conto bancario ha quindi un percorso praticabile: contanti sulla carta al tabaccaio fino a 997,99 € per volta, poi ricarica del conto di gioco con la carta. Il denaro fa un giro in più, ma resta fuori dal conto corrente di casa. Chi prova a saltare il passaggio e a versare direttamente in contanti sul conto di gioco si ferma a 100 € a settimana, sempre.

Criteri di valutazione: come si costruisce il confronto

Questa non è una classifica di gradimento e non è una raccomandazione. È un confronto di cinque piattaforme con concessione ADM sul punto che il lettore sta cercando: cosa dicono i loro termini sul deposito, sul prelievo e sul gioco responsabile, e che tipo di offerta di benvenuto propongono.

I cinque marchi sono tutti su siti .it propri e tutti con un codice di concessione: BetFlag (ADM n. 16008, Betflag S.p.A.), AdmiralBet (ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l.), William Hill (ADM n. 16044, William Hill Malta Plc), Lottomatica (ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.A., GBO Italy) e Goldbet (ADM n. 16009, GBO Italy). Due di loro, Lottomatica e Goldbet, fanno capo alla stessa società; la concessione resta distinta perché la concessione è per sito.

L’ordine in cui compaiono è quello dei codici di concessione crescenti, non un ordine di merito. Il lettore che cerca il migliore troverà invece, marchio per marchio, quello che ciascuno scrive davvero e quello che ciascuno non scrive. Su PostePay la copertura è disomogenea: tre dei cinque marchi hanno nei propri termini o nelle proprie descrizioni ufficiali indicazioni esplicite sulla carta, due non ne hanno. Questo non significa che Lottomatica e Goldbet non accettino PostePay — significa che su quel punto i loro termini non dicono quello che dicono gli altri, e che la verifica va fatta sul conto prima di depositare.

Per l’offerta di benvenuto la lettura è ancora più selettiva, perché qui i tipi di offerta sono diversi e non si confrontano come se fossero la stessa cosa: c’è un bonus cash su saldo, un bonus cash in tranche, e per gli altri due marchi l’app non espone un’offerta di benvenuto sportiva. Confrontare il 100 % di uno con il silenzio dell’altro non produce una graduatoria: produce un elenco di cose diverse.

meccanis

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul deposito e sul prelievo con PostePay Copertura della carta PostePay
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.A. PostePay, carta o app, anche con QR code, per i depositi con accredito immediato; per i prelievi se il titolare della carta coincide con quello del conto, con prelievo immediato dal secondo prelievo Sì
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Carta Postepay/BancoPosta tra gli strumenti di ricarica e Postepay tra quelli di prelievo, purché lo strumento sia intestato al titolare del conto Sì
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Prelievi su Postepay con minimo 5 € e massimo 2.500 €, da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte Sì
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy) Tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi risultano PostePay e PayPal, oltre ad altri; accesso dall’app con username e password —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.A. (GBO Italy) Il conto di gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi; accesso all’app con le credenziali di Goldbet —

Il tratto che salta all’occhio nella colonna di mezzo è che i due marchi con la descrizione più dettagliata citano PostePay per nome in modo esplicito, mentre gli altri due la inseriscono in un elenco più ampio di metodi senza distinguerla. Un lettore che vuole sapere se la sua carta va bene trova una risposta netta nei primi tre casi e una risposta generica negli ultimi due. È una differenza di trasparenza più che di funzionalità: nella pratica la carta funziona ovunque sia indicata una carta Visa, e PostePay Evolution è una prepagata Visa o Mastercard.

Quello che la tabella non può mostrare, e che conta più delle colonne, è che il tempo di accredito non dipende solo dall’operatore. Su William Hill la forbice dichiarata va da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct fino a 1-3 giorni lavorativi per le altre carte. Lo stesso conto, la stessa carta, la stessa vincita: tre giorni o mezz’ora a seconda di come il prelievo esce. Chi confronta i bookmaker sulla velocità di pagamento dovrebbe confrontare prima i canali di pagamento che ciascuno usa.

Le cinque piattaforme con concessione, una per una

Ogni scheda qui sotto riporta il nome del marchio, il codice di concessione con la società che lo detiene, e quello che i termini o le descrizioni ufficiali dicono sul punto di questa pagina. Laddove l’app o i termini non dicono nulla sul deposito con PostePay, la scheda si ferma su quello che dice: non c’è un riempitivo al posto di un dato, e il lettore che vuole quel dato lo trova nel proprio conto di gioco, prima di depositare.

BetFlag, ADM n. 16008: la PostePay con accredito immediato

BetFlag è il marchio con la descrizione più operativa della carta. I versamenti accettano PostePay — carta o app, anche con QR code — con accredito immediato, e i prelievi sono ammessi se il titolare della carta coincide con quello del conto, con il prelievo immediato disponibile dal secondo prelievo. Sull’apertura del conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

L’offerta di benvenuto è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un tetto alto rispetto alla media del mercato italiano, e va letto per quello che è: un limite massimo, non una promessa. Il tetto alto premia chi deposita grosso e non cambia nulla per chi deposita 50 €, che ottiene il 100 % di 50 €. Il bonus è accreditato su saldo, quindi è denaro utilizzabile, non un buono spesa legato a un singolo evento: questa è la differenza che conta rispetto alle tranche e alle quote minime che si incontrano altrove.

Il dettaglio del prelievo immediato dal secondo prelievo è invece una piccola tassa di attrito sulla prima uscita, e vale la pena saperlo prima: la prima vincita passa dal canale ordinario, solo dalla seconda si entra nel percorso rapido. Nulla di drammatico, ma è esattamente il tipo di condizione che un confronto scritto in fretta omette.

Il verdetto su BetFlag è che questa è la scheda più utile per chi usa PostePay come strumento principale: deposito immediato per nome e cognome, condizione di prelievo scritta in chiaro, bonus su saldo con un tetto che non serve a chi deposita poco. Quello che resta da verificare in proprio è la quota minima e gli eventuali requisiti di rigioco applicati al bonus, che questa pagina non può dichiarare perché i termini sportivi consultati non li riportano.

AdmiralBet, ADM n. 16048: la carta citata per nome, i limiti già in registrazione

AdmiralBet per le ricariche online indica carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. Per il prelievo Postepay compare tra le opzioni, sempre con la condizione dell’intestazione. Il catalogo è il più ampio fra i cinque marchi, e comprende sia le carte sia i portafogli elettronici: chi ha la carta in scadenza o vuole cambiare strumento ha una via d’uscita già pronta, e non deve aprire un conto altrove per cambiare metodo di pagamento.

Sul gioco responsabile AdmiralBet è il marchio che spinge più avanti la configurazione iniziale. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Chiedere tre limiti diversi in fase di iscrizione è una scelta che molti operatori evitano, perché allunga la registrazione e allontana il primo deposito. AdmiralBet la fa comunque, e ha un effetto collaterale che vale la pena segnalare: la decisione sui limiti viene presa prima che il conto abbia uno storico, cioè nel momento in cui il giocatore ha la testa più lucida di tutta la sua esperienza su quella piattaforma. La finestra dei sette giorni per alzare un limite è la stessa logica applicata nel tempo.

AdmiralBet è il marchio adatto a chi vuole decidere i propri tetti una volta sola all’inizio e trovarli già lì. Il rovescio è la rigidità: chi si è dato un limite mensile di 50 € a marzo e a giugno vuole portarlo a 150 € aspetta una settimana, e la carta non fa eccezioni. La varietà dei metodi di ricarica, dal canto suo, toglie la scusa di restare su uno strumento che è diventato scomodo.

William Hill, ADM n. 16044: tempi di prelievo dichiarati al minuto

William Hill è l’unico dei cinque a dichiarare i tempi di prelievo su Postepay con una precisione che si può usare: minimo 5 €, massimo 2.500 €, da 30 minuti a 4 ore tramite Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. Un’elevazione minima di 5 € non è un vincolo pratico, ma il tetto di 2.500 € per operazione lo diventa, perché chi incassa cifre importanti deve spezzare il prelievo in più tranche e ogni tranche riparte dal proprio punto di partenza.

Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Questa è la struttura più condizionata fra le due offerte con importi dichiarati, e va letta come tale. Il deposito minimo di 20 € è basso e alla portata di tutti; il tetto di 50 € è basso anch’esso e riduce il bonus a un importo simbolico; la quota minima di 5.00 per ogni selezione e le cinque selezioni obbligatorie trasformano il ritiro in un esercizio di puntate difficili. Un bonus da 50 € che si sblocca solo con multiple a quota alta è un bonus pensato per chi già gioca multipli aggressivi, non per chi cerca un rimborso di cortesia.

Sul gioco responsabile l’app di William Hill elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il valore vero di questa scheda sta nella riga sui prelievi. Chi preleva spesso e in cifre contenute ottiene qui l’informazione più concreta dell’intero confronto, e può pianificare; chi punta a un bonus di benvenuto trova la struttura più macchinosa delle cinque, e il tetto di 50 € rende la macchinosità poco remunerativa.

Lottomatica, ADM n. 16010: la PostePay in un elenco, non in primo piano

Lottomatica è il marchio con la storia più lunga del gruppo e con un’app che gestisce il conto di gioco in modo diretto. Tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi risultano PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. La concessione è la ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.A., la stessa società che gestisce Goldbet: due marchi, due concessioni distinte, un unico concessionario.

Su PostePay la descrizione ufficiale non entra nei dettagli: la carta compare in un elenco di metodi accanto ad altri, senza indicazioni su tempi di accredito, su importi minimi o su quali prelievi la utilizzino. Per il lettore questo significa una cosa sola: la verifica va fatta dentro il conto, guardando la sezione dei prelievi prima di depositare, non dopo. Non è una mancanza grave — è la differenza tra un operatore che ti dice cosa aspettarti e uno che ti lascia scoprirlo.

Sul gioco responsabile la scheda non aggiunge elementi specifici rispetto al quadro generale dell’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che vale per tutti i concessionari ADM: limiti di autodisciplina su tempo, spesa e perdita, limiti sui depositi, messaggi automatici, autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il peso di questa scheda nel confronto è dato dal marchio, non dalla documentazione. Lottomatica è una delle insegne più riconoscibili del gioco italiano, e chi ci arriva lo fa spesso per abitudine o per il negozio sotto casa. Su questa pagina, che misura il costo e la chiarezza di PostePay, l’abitudine non aiuta: quello che manca è proprio la descrizione operativa della carta. Chi ha già il conto non ha problemi; chi lo apre per la prima volta dovrebbe entrare nella sezione pagamenti e leggere le condizioni del prelievo prima di caricare.

Goldbet, ADM n. 16009: due concessioni, un solo concessionario

Goldbet chiude l’elenco con la concessione ADM n. 16009, sempre di Goldbet Better Organization Italy S.p.A. Il conto di gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento; l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it. Anche qui la carta è citata dentro un elenco, senza dettagli su tempi, minimi o condizioni di intestazione.

Vale la pena isolare il fatto societario, perché è la cosa più informativa di questa scheda. Lottomatica e Goldbet fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy S.p.A., eppure sono due concessioni distinte con due codici distinti: la ADM n. 16010 e la ADM n. 16009. In Italia la concessione è legata al sito, non all’impresa, e questo ha una conseguenza pratica che nessuna pagina di confronto spiega: i due marchi non sono due scelte indipendenti. Una vicenda societaria o una decisione industriale che riguarda GBO Italy riguarda entrambe le insegne, e chi pensava di distribuire il proprio saldo su due piattaforme diverse per ridurre l’esposizione ha in realtà un solo interlocutore.

Sul piano operativo Goldbet sta alla pari di Lottomatica: carta accettata, nessun dettaglio pubblicato. Anche il gioco responsabile resta nel quadro generale previsto per i concessionari, senza elementi aggiuntivi rispetto a quanto detto.

Il posto di Goldbet in questo confronto è quello di un marchio solido e poco loquace. Chi cerca su PostePay tempi, minimi e condizioni trova in questa scheda un elenco e basta, e deve andare a leggere i termini completi. Chi invece cerca una piattaforma conosciuta e non ha esigenze particolari sulla carta trova quello che serve.

Domande frequenti su scommesse e PostePay

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Non esiste uno statuto che elenchi i binari approvati: ogni operatore decide i propri e li scrive nei termini. Nella pratica i concessionari accettano carte di credito e debito, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. La carta accettata da un marchio non implica che un altro la accetti.

Che limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Admiralbet chiede di impostare anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra che ADM fissa nel bando di gara non è pubblica.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), dove ogni riga riporta un codice da 16000 a 16051 e un sito .it. La concessione è per sito, non per società, e l’elenco non ha una colonna per i giochi: la presenza in lista non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

L’età minima è 18 anni, e le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco. Il conto di gioco richiede identificazione completa: registrazione con documento oppure con SPID, e BetFlag indica anche CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: l’imposta unica, pari al 20,5 % sulla rete fisica e al 24,5 % a distanza sulla differenza tra puntate e vincite, è a carico del concessionario. La ricostruzione circola sulla stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista per il proprio caso.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e ogni quota porta dentro di sé il margine del bookmaker. Il rendimento è una stima, non un risultato garantito.

Quello che resta in tasca al lettore

Il conto finale di questa pagina si fa in tre voci, e nessuna delle tre è la quota.

La prima voce è la carta: 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo, che su un budget di venti euro al mese pesano il 10 % della spesa annua di gioco e su un budget di duecento euro al mese non si sentono. La carta costa uguale per tutti, e per questo conviene decidere in base al volume, non in base all’abitudine.

La seconda voce sono i tempi, che non hanno un prezzo in euro ma si pagano lo stesso. William Hill dichiara da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte, con un massimo di 2.500 € per prelievo; BetFlag accredita i depositi immediatamente ma tiene il prelievo immediato dal secondo prelievo in poi. Chi preleva una volta ogni tanto se ne accorge poco. Chi preleva spesso vive dentro questi tempi.

La terza voce è il tipo di offerta che si riceve in cambio. Un bonus cash su saldo con un tetto dichiarato, come quello di BetFlag al 100 % del primo deposito fino a 5.000 €, si comporta in modo diverso da un bonus in tranche da 10 € condizionato a multiple di cinque selezioni con quota minima 5.00 come quello di William Hill. Sono due cose con lo stesso nome e una sostanza diversa, e chi le mette nella stessa colonna di una tabella ha già smesso di confrontarle.

Su PostePay, i tre marchi che ne parlano per nome nei propri termini — BetFlag, AdmiralBet e William Hill — sono anche quelli su cui si può decidere prima di depositare. Lottomatica e Goldbet la accettano secondo le proprie descrizioni e non ne dicono di più; per loro la verifica va fatta nel conto, nella sezione dei pagamenti, prima di caricare. Nessuno dei cinque è una scelta sbagliata, e nessuno dei cinque è una scelta ovvia: la differenza sta in cosa ciascuno scrive e in quanto ci mette a restituire i soldi.

Un’ultima cosa, che vale più delle altre. La concessione ADM non è una formalità burocratica da spuntare in una lista: è ciò che porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano dove far valere un diritto. Fuori da quell’elenco ci sono siti che accettano la stessa PostePay e non offrono nessuna di queste tutele, con il giocatore esposto, secondo quanto dichiara ADM, ad ammenda e arresto fino a tre mesi. Prima di guardare il bonus, conviene guardare il codice di concessione.

Contenuto creato dal team «Scommesseformula1.com»