1X2 scommesse sportive 2026: il prezzo che non vedi nella quota
Il mercato 1X2 di una partita di calcio ha tre esiti e una sola quota per esito. Fra il momento in cui scegli e quello in cui incassi, però, c’è un numero che nessun bookmaker scrive in grande: il margine. Su una partita qualunque, con la casa a 1,90, il pareggio a 3,40 e la trasferta a 4,20, il bookmaker si tiene già una fetta di ogni euro puntato prima che il pallone rotoli. Questa pagina spiega come si costruisce una giocata 1X2, come si calcola quello che torna indietro, cosa dice la legge italiana su chi può accettarla e su chi può giocarla, e quanto costa in pratica accettare un bonus di benvenuto invece di giocare i propri soldi.

Data di riferimento: dati e quote verificati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni controllate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Che cos’è il mercato 1X2: le regole di un gioco che dura 90 minuti
Capire come funziona il mercato è il primo passo per ogni scommessa consapevole.
Formato della scommessa 1X2 e come si legge una schedina
Il mercato 1X2 copre i tre esiti con cui può chiudersi una partita di calcio: vittoria della squadra di casa, pareggio, vittoria della squadra in trasferta. Sono le tre caselle che trovi su qualunque schedina, indicate con 1, X e 2. Nessuna quarta possibilità esiste, e questo è il punto che rende il mercato così leggibile: non si scommette su come finirà, si scommette su una delle tre sole risposte che la partita può dare. In un campionato a girone il pareggio assegna un punto a testa, e questo spiega perché la X non sia un esito raro ma un risultato con una sua frequenza precisa, che il bookmaker prezza come tutte le altre.
La partita dura 90 minuti di gioco regolamentare, divisi in due tempi da 45 minuti, e l’arbitro aggiunge il recupero per sostituzioni, infortuni e altre interruzioni.
Il punto che frega i giocatori alle prime armi non è la durata, è cosa entra nel risultato. Il mercato 1X2 si chiude al 90° più recupero. Se una partita a eliminazione diretta è in parità dopo 90 minuti si giocano due tempi supplementari da 15 minuti e nella maggior parte delle competizioni a eliminazione diretta si passa poi ai calci di rigore, i cui gol non contano nel risultato finale.
Questa è la differenza fra vincere e credere di aver vinto. Una schedina 1X2 su una semifinale chiusa 1-1 dopo i 90 minuti è vincente come X, anche se la squadra che avevi scelto passa il turno ai rigori. Chi non lo sa gioca una partita con regole che non conosce.
La distinzione non è un cavillo da regolamento. È il motivo per cui la voce «1X2» e la voce «qualificazione» coesistono nello stesso palinsesto con quote diverse: sono due scommesse su due eventi diversi che si svolgono nello stesso stadio, alla stessa ora, con lo stesso arbitro. Chi gioca la prima crede di giocare la seconda, e l’errore costa l’intera puntata.
Fondamenti del mercato 1X2: casa, pareggio e trasferta non valgono uguale

Perché tre esiti non hanno mai tre quote simili
Una partita di calcio può finire con una vittoria, un pareggio o una sconfitta, i tre esiti coperti dal mercato 1X2 (casa, pareggio, trasferta); in un campionato a girone in caso di pareggio ogni squadra riceve 1 punto.
Da questa semplice constatazione discende tutto il resto. Le tre quote non si somigliano mai, e non per capriccio del bookmaker: riflettono la probabilità che il mercato attribuisse a ciascun esito al momento in cui la quota è stata fissata. La squadra di casa forte aprirà con una quota bassa, il pareggio starà in mezzo, la trasferta sfavorita porterà la quota più alta delle tre. Più alta è la quota, più bassa è la probabilità implicita che il prezzo dichiara.
Vale la pena guardare quel numero con occhio diverso. Una quota di 1,90 non dice «succederà nel 53 % dei casi», dice «il bookmaker è disposto a pagarti 1,90 volte la puntata se succede». Sono due affermazioni diverse, e la differenza fra le due è esattamente ciò che questa pagina cerca di mettere in chiaro.
Il meccanismo che tiene insieme le tre caselle è la quota fissata quando la giocata viene accettata. Il premio è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e non per la quota che vedi quando la partita comincia. Se il mercato si muove — e si muove di continuo, per infortuni, formazioni, notizie — quello che hai in mano resta il prezzo che hai accettato. È una regola che lavora in entrambe le direzioni: ti protegge se la quota scende e ti penalizza se sale. Su questo non si discute, e non c’è bookmaker che possa eccepire.
Come si calcola il ritorno di una singola e di una multipla
Qui entra la prima aritmetica concreta della pagina. Su una singola il ritorno è puntata × quota: 10 € a 1,90 tornano 19 € se l’esito arriva, cioè 9 € di profitto netto oltre ai 10 € giocati. È il calcolo più semplice che esista nel settore, e vale la pena fissarlo bene perché tutto il resto ci si appoggia.
La multipla somma il rischio e moltiplica il prezzo. Le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro in un’unica quota finale, e ogni selezione in più moltiplica la probabilità di sbagliarne almeno una. Tre selezioni a 1,90 valgono una quota complessiva di circa 6,86, e una puntata da 10 € arriverebbe a poco meno di 68,60 €. Il conto è allettante e il conto è vero. Il problema non è il calcolo, è cosa è stato moltiplicato insieme: se ogni esito ha una probabilità implicita di poco superiore al 50 %, tre insieme scendono sotto il 15 %, e il margine del bookmaker si applica tre volte invece di una.
Il moltiplicarsi del margine è la parte che nessuno mette in vetrina. Su una giocata singola il bookmaker trattiene la sua fetta una volta. Su una multipla a cinque selezioni la trattiene cinque volte, e ogni trattenuta morde la stessa puntata. Ecco perché la multipla lunga è il formato preferito da chi vende il prodotto e il formato peggiore per chi lo compra senza pensarci.
La terza via è il sistema, che combina più selezioni in un gruppo di giocate multiple collegate. Costa più di una multipla singola e restituisce qualcosa anche quando una parte delle selezioni va storta. È lo strumento di chi vuole copertura, non di chi vuole il colpo grosso.
Quanto costa in pratica il mercato: il margine dentro la quota
Il costo reale di una giocata non è sempre evidente a prima vista.
Il calcolo del margine su un mercato a due esiti
Prima di parlare di bonus, turnover e requisiti di puntata, conviene guardare il prezzo che paghi sempre, anche quando non c’è nessuna promozione in ballo. Il margine è quello che il bookmaker tiene di ogni unità puntata su un mercato, e si ricava dalle quote di tutti gli esiti di quel mercato.
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con entrambe le quote a 1,90. Non è un prezzo quotato da nessun operatore: è un esempio costruito per far vedere come si legge il meccanismo. La quota di ciascun esito dice che il mercato paga 1,90 volte la puntata; la quota di rimborso del mercato, cioè quanto di tutto il raccolto torna indietro sotto forma di vincite, si ottiene sommando gli inversi delle quote — qui 0,5263 + 0,5263, che fa 1,0526 — e prendendo il reciproco di quella somma: 1 diviso 1,0526 sta intorno al 95 %. Il margine è il resto, e vale all’incirca 5 %, con l’assunzione che l’esito vincente sia uno solo e che le due quote siano state fissate sullo stesso mercato allo stesso momento.
Il margine di un mercato non è una costante di natura, ed è per questo che va letto come una banda e non come una cifra. Su un mercato a due esiti con quote entrambe a 1,90 il conto cade attorno al 5 %, ma su una partita più sbilanciata, o su un mercato secondario con meno liquidità, la forbice si allarga. Le tre caselle dell’1X2 hanno una struttura diversa da un mercato a due esiti, e le quote di un mercato non sono le quote di un altro: leggere il margine dell’uno e applicarlo all’altro è l’errore che manda a monte tutto il ragionamento sul valore di una quota.
Perché il margine è più alto di quanto sembri
Un margine attorno al 5 % suona mite, e in effetti lo è: significa che su ogni 100 € puntati sul mercato, all’incirca 95 € tornano ai giocatori sotto forma di vincite. Il punto è che quei 5 € non si vedono mai uscire dal conto, e questo li rende psicologicamente invisibili.
Il modo più onesto di guardarlo è immaginare un giocatore che punti sempre sullo stesso mercato con la stessa cifra. Non serve una simulazione elaborata, serve una constatazione: ogni giro di puntata paga il pedaggio. Un giocatore da 100 € a settimana che punta per un anno su mercati con quel margine ha versato al banco una cifra che, nell’ipotesi media, si avvicina al valore di diverse settimane di gioco — non perché perda sempre, ma perché il pedaggio si applica a ogni singola giocata, vincente o perdente che sia. Il margine si paga anche quando si vince, ed è questa la parte che nessuna pubblicità racconta.
Sul lungo periodo il margine è ciò che separa un giocatore dal pareggio. Non esiste strategia che lo elimini: puoi ridurne l’impatto scegliendo mercati più liquidi e confrontando le stesse partite su bookmaker diversi, ma il costo di base resta incorporato nella quota che vedi. Confrontare le quote non è una fissazione da professionisti, è la sola leva gratuita che un giocatore ha in mano.
Come funziona la scommessa 1X2 su basket e sugli altri sport
Le regole cambiano a seconda della disciplina sportiva scelta.
Il mercato 1X2 fuori dal calcio
Il meccanismo delle tre caselle non è un’esclusiva del calcio. Anche il basket ha una sua versione dell’1X2, e la differenza strutturale col calcio è che nel basket il pareggio a fine partita è un evento raro, che porta i tempi supplementari. Il mercato a tre vie esiste, viene giocato, ma la casella X è una casella che si presenta di rado — e questo cambia il modo in cui va letta la sua quota.
Chi passa dal calcio al basket portandosi dietro le abitudini sbaglia il primo conteggio. Nel calcio la X è un esito con una frequenza rispettabile, e la sua quota riflette una probabilità reale di verificarsi. Nel basket la X è quasi una scommessa di nicchia, e la sua quota alta non è un’occasione: è il prezzo di un evento improbabile. La quota alta non è un regalo, è la tariffa di un rischio.
La lezione si estende a tutti gli sport dove l’1X2 compare: il formato è lo stesso, il significato delle tre caselle cambia con la disciplina. Prima di giudicare cara o conveniente una quota, bisogna sapere quante volte quell’esito si verifica in quello sport, in quella competizione, in quella fase della stagione. È l’unico modo di non scambiare una quota alta per una buona notizia.
Altre forme di giocata che si appoggiano allo stesso risultato
Sopra il risultato finale si costruiscono decine di mercati derivati, e vale la pena conoscerne almeno la forma. Under/Over scommette sul numero totale di gol rispetto a una soglia, senza chiedersi chi vince. Goal/No Goal chiede se entrambe le squadre segneranno. Il draw no bet rimborsa la puntata in caso di pareggio, che significa rinunciare a una parte della quota per comprare una rete di sicurezza sull’unico esito che il mercato a tre vie ti lascerebbe scoperto. L’handicap sposta il risultato di partenza di una o più reti. I combo impacchettano più mercati dello stesso evento in una quota unica.
Ognuno di questi strumenti ha una cosa in comune con l’1X2: un prezzo che contiene un margine, e una quota che il bookmaker fissa quando accetti la giocata. Cambia la forma della domanda, non la natura del costo. Chi capisce il margine su un mercato a tre esiti lo riconosce ovunque, anche quando la casella si chiama Over 2,5.
Normativa sulle scommesse sportive in Italia: chi può accettare una giocata

Concessione ADM, elenco dei concessionari e cosa certifica davvero
In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM (ex AAMS), e la concessione è legata al singolo sito, non alla società. Il quadro di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate con gara pubblica, e l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione, fra cui le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e sulle corse dei cavalli.
Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti richiesti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM è il test completo di chi detiene una concessione. Letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito: una stessa società può gestirne diversi, come Eurobet Italia S.r.l., che amministra i siti Eurobet, Bwin e Giocodigitale.
Qui però va detta la cosa che le pagine di confronto di solito saltano. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive: quello lo dimostra il sito e l’app dell’operatore stesso. E una posizione in una classifica non è una concessione: sono due cose diverse che a volte vengono presentate come la stessa.
Su questo la legge è netta e la verificazione è a portata di chiunque. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nelle proprie condizioni, e il numero si confronta con l’elenco pubblico. Un lettore che vuole dormire tranquillo fa quel controllo in due minuti, oppure lo salta e si fida del logo — che è la scelta più comoda e la meno informata.
Il palinsesto approvato e cosa si può scommettere
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il dettaglio conta più di quanto sembri a chi legge distrattamente. Non si scommette su qualunque cosa l’operatore decida di mettere online: si scommette su ciò che è stato autorizzato evento per evento. Questo è il motivo per cui un mercato può comparire e sparire da un giorno all’altro su un sito pur perfettamente regolare.
Gli eventi simulati hanno una regola propria. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri, generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, e sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e lì dentro si giocano campionati animati e corse virtuali con partenze ravvicinate.
L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno nell’art. 6, comma 1, lett. c) e nell’art. 2, lett. h), e richiedono una concessione a sé. Chi legge «ippica» in un menù e crede di aver capito cosa sta giocando non ha capito.
Il gioco live è offerto da tutti i grandi operatori. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco di mercati live. Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Le scommesse sugli eventi dei minori sono toccate da un provvedimento del direttore di ADM che cita il DM 111/2006. Il contenuto non è noto, e su questo la pagina non aggiunge nulla. Un tetto legale in euro sulle puntate sportive non risulta: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si impone e il limite di deposito scelto in registrazione.
Sanzioni, siti inibiti e rischio del giocatore
Offrire gioco a giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti la cui navigazione è inibita, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e alcuni provider arrivano in ritardo. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo un resoconto di settore che riferisce l’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il termine tecnico per il risultato è «oscurati», e la parola dice bene quanto sia parziale il risultato.
Sul lato del giocatore la regola è più scomoda di quanto si creda. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e la stessa norma sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.
Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Non è una differenza di sfumatura fra due prodotti simili: è la differenza fra un prodotto regolato e uno che in Italia non esiste come offerta legale.
Le piattaforme offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è scoperta: nessun marchio nominato qui, nessun dettaglio su metodi di deposito o bonus, perché non c’è nulla che questa pagina possa verificare.
Pubblicità, bonus e cosa vieta il Decreto Dignità
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con le parole della norma: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Il controllo spetta ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portano il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori senza concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui media.
Il quadro si sta muovendo, e conviene saperlo senza drammatizzarlo. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica, non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non esiste un tetto legale né sull’importo né sui requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, che è esattamente il motivo per cui vale la pena leggerle invece di fidarsi dello striscione.
Gioco responsabile: gli strumenti che limitano quanto puoi perdere
La gestione del budget è fondamentale per mantenere il gioco un intrattenimento.
Limiti di deposito, di spesa e di tempo: cosa si imposta e quando ha effetto
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Il punto pratico è il movimento del limite: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo bisogna aspettare sette giorni. È la regola più intelligente del sistema, ed è anche la più irritante per chi la incontra da ubriaco di entusiasmo dopo una vincita.
La direzione unica della frizione non è un caso. La legge rende facile stringere e lento allargare perché il momento in cui si vuole alzare il limite è di norma il momento peggiore per farlo. Sul limite di deposito ADM fissa nella gara, la cifra non è nota; quello che il giocatore vede è il limite settimanale proposto al momento dell’iscrizione e la finestra dei sette giorni.
Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. bet365 mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Due approcci diversi allo stesso obbligo: il primo ti chiede di decidere prima di giocare, il secondo ti lascia gestire dopo. Il primo è più scomodo e più utile.
Vale la pena dirlo chiaro a chi salta questa parte della registrazione: il limite di deposito non è un ostacolo fra te e il bonus, è l’unica leva che decide quanto puoi perdere in un mese. Compilarlo in fretta per arrivare alla schermata successiva è la cosa più costosa che si possa fare su un conto di gioco, e non costa nulla.
Autoesclusione e RUA: dove gli strumenti si fermano
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale sul territorio. È lo strumento più potente del sistema, ed è anche quello con la falla più evidente: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.
L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano. Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due discipline convivono nella stessa pagina di condizioni, e il lettore attento nota che la seconda finestra è più ampia e più granulare della prima.
La durata lunga è una protezione, non una punizione. Chi sceglie 270 giorni sta comprando nove mesi di distanza da un comportamento che gli costa caro, e il prezzo è la rinuncia a un accesso che probabilmente non gli serviva.
Sul dovere di informazione, l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in proporzione al mercato, e va letta per quello che è: un obbligo di comunicazione, non una garanzia di risultato.
Identità, età e conto di gioco: le condizioni per giocare
L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo vale senza eccezioni di piattaforma.
Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure tramite SPID, con il CIE fra i metodi di identificazione che alcuni mettono a disposizione, e Goldbet consente anche l’accesso con CIE attraverso un fornitore SPID. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica.
Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti, e nella pratica si consumano in fretta: chi si registra la sera della vigilia di una partita e rimanda l’invio del documento si ritrova con un conto sospeso proprio quando gli serve. La verifica è noiosa e non ha alternative.
Cosa si paga: imposta unica, tassazione e prelievi
Conoscere le implicazioni fiscali fa parte di un gioco informato.
Imposta unica: chi la paga e come si calcola
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Il soggetto che paga è l’operatore, e questo cambia tutto per il giocatore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario — un’affermazione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi da prendere con la cautela che merita, e per il proprio caso conviene sentire un commercialista.
La lettura del meccanismo è la parte che vale la pena portarsi a casa. Una tassa del 24,5 % sulla differenza fra puntate e vincite non è una tassa del 24,5 % sulla tua puntata: si applica a un imponibile diverso, e chi legge l’aliquota come se fosse una trattenuta sul deposito si costruisce un conto sbagliato. È un costo che il bookmaker incorpora nella quota, non una riga che ti compare in estratto conto.
Vincite da siti esteri e redditi diversi
Il quadro cambia del tutto quando il sito non ha concessione ADM. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Qui il costo non è teorico e non è fiscale soltanto. Chi gioca su un .com senza concessione non ha ritenuta alla fonte, quindi il netto che vede è lordo — e quella comodità apparente diventa una dichiarazione da fare, con l’importo intero da assoggettare. Aggiungiamoci il blocco DNS, l’assenza di collegamento al RUA e la posizione di ADM sulla sanzione penale per il partecipante: il risparmio sulla quota non compensa il conto complessivo.
Panoramica dei bookmaker con concessione ADM
Qui sotto ci sono dieci marchi che compaiono nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, ognuno con una concessione legata al proprio sito .it. Le colonne mettono a confronto ciò che le condizioni dell’operatore dichiarano e ciò che la sua app mostra dei mercati 1X2 e delle funzioni collegate. Una cosa va detta prima di leggere la tabella: il numero di concessione non dice quali giochi quel sito sia autorizzato a offrire, e una presenza in questo confronto non è una concessione aggiuntiva né una raccomandazione. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non sta qui non è per questo privo di licenza.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul mercato 1X2 e sui costi collegati |
|---|---|---|
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Registrazione con SPID o CIE accanto al modulo classico; bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag con quota totale minima 5.00 e scadenza |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP; quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Singole, multiple e sistemi; schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che unisce i mercati più popolari in una sola giocata, pre e live |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; My Combo con quota unica; Cash Out per chiudere la schedina |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi in diretta streaming con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni a quota minima 5.00 |
| — | — | — |
Quello che la tabella non può dire è quanto ciascuna di queste righe costi al portafoglio, perché i costi stanno nei dettagli delle singole promozioni e non nella struttura dei mercati. Le tre condizioni che pesano più di tutte sono sempre le stesse: quanto devi giocare prima che il bonus diventi prelevabile, a quale quota minima, e entro quanto tempo. Dove un operatore non dichiara uno di questi numeri, il lettore lo trova nelle sue condizioni, e conviene cercarlo prima di aderire e non dopo.
Vale anche la pena notare che parecchi di questi marchi sono nati sul casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo. Non è un difetto, ma spiega perché la profondità del palinsesto sportivo vari molto più di quanto vari la grafica del sito.
I bookmaker con concessione ADM, uno per uno
Betfair: l’exchange che convive con il bookmaker tradizionale
Betfair è il marchio che in Italia viene associato per primo all’exchange, e il suo nome è legato alla concessione ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. La sua app sportiva propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
La parte interessante sta nel fatto che l’exchange è un gioco separato nella legge italiana, con il giocatore che può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario che si limita a mettere i due in contatto in forma anonima. La documentazione dell’operatore è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Su chi gestisca oggi l’exchange e con quali commissioni, le informazioni disponibili non bastano.
Il verdetto si gioca tutto sulla struttura dei costi. Un exchange vive di commissioni sulle vincite, e per un giocatore che punta spesso a quote che il mercato considera equilibrate quella struttura può essere più economica del margine incorporato in una quota fissa. Il modello però richiede liquidità, e la liquidità sull’exchange italiano è la variabile che decide se la scommessa è realizzabile al prezzo che vedi o se il prezzo si sposta mentre la inserisci.
BetFlag: il bonus senza deposito e il suo prezzo in Fun Flag
BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., e la caratteristica che salta all’occhio è il bonus senza deposito: 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
I 200 Fun Flag sono la parte da leggere con attenzione, perché il loro funzionamento è più articolato di quanto il nome suggerisca. Arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5.00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.
Facciamo il conto con i numeri che l’operatore dichiara. Il moltiplicatore è x8, quindi ogni tranche da 50 Fun Flag richiede l’equivalente di 400 Fun Flag di puntate, con un tetto di conversione di 25 €. La parte più vincolante non è il moltiplicatore, è la quota minima 5.00: giocare a quota 5.00 significa puntare su esiti che il mercato considera improbabili, e ripetere l’operazione su quattro tranche significa farlo quattro volte. Un bonus costruito attorno a una quota minima alta è un bonus che si completa vincendo scommesse difficili, non giocando scommesse facili.
Sul lato dell’accesso, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La verifica va completata entro 30 giorni dalla registrazione, altrimenti l’attivazione del bonus non parte: qui il vincolo temporale e quello di identificazione si incastrano, e chi apre il conto per il bonus ha trenta giorni per fare ciò che di solito rimanda.
Un bonus senza deposito che si completa solo a quota 5.00 è, in pratica, un biglietto della lotteria con una scadenza. Il pubblico giusto è chi vuole provare la piattaforma senza mettere soldi propri e non si aspetta di trasformare i 10 € in un prelievo.
Betsson: il catalogo ampio dietro l’etichetta casinò
Betsson, con la concessione ADM n. 16027 riconducibile ad Azzurri Limited, è uno dei marchi che vengono da un passato da casinò e oggi offrono il bookmaker dentro la stessa app. La sua app Sportsbook & Casinò propone scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La parola «migliaia» merita una traduzione pratica. Un catalogo ampio significa che trovi mercati anche su competizioni minori, e significa anche che la qualità dei prezzi su quei mercati è meno controllabile di quella sui grandi campionati. Un palinsesto vasto è comodo, non è automaticamente conveniente.
Il punto da valutare è la coesistenza di due prodotti sullo stesso conto. Per un giocatore sportivo puro è una comodità neutra; per chi alterna sport e casinò è la struttura che rende più facile spostare il budget verso il prodotto con il margine più alto, e quel prodotto è il casinò. La verifica da fare prima di aderire non riguarda il catalogo, riguarda i requisiti di puntata dell’eventuale promozione di benvenuto.
Lottomatica: streaming, campionati e la profondità del live
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è la funzione che cambia il modo in cui si gioca il live, e va letta per quello che è. Guardare la partita mentre si punta riduce la dipendenza dal risultato secco e sposta l’attenzione su ciò che sta accadendo in campo: possesso, ritmo, occasioni. È un vantaggio informativo reale per chi sa leggerlo, e un incentivo a puntare più spesso per chi non lo sa leggere. Il costo di una funzione che rende il gioco più comodo è che il gioco diventa più frequente.
Il tetto di questo ragionamento è che il live è per sua natura il formato dove il margine morde più volte, perché ogni puntata durante la partita è una puntata con il suo pedaggio. La profondità dell’offerta è un argomento a favore del marchio; la frequenza che induce è un argomento a favore del limite di deposito impostato in registrazione.
Eurobet: My Bets e la gestione di più schedine
Eurobet lavora con la concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, una società che nell’elenco di ADM compare anche dietro altri siti .it. La sua app permette di giocare scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.
My Bets è una funzione che non promette nulla di straordinario e risolve un problema concreto: sapere quanto hai in gioco mentre hai in gioco più cose. Con tre o quattro schedine aperte su campionati diversi è facile perdere il conto dell’esposizione complessiva, ed è esattamente lì che si prende la decisione di raddoppiare per recuperare.
La presenza di singole, multiple e sistemi nello stesso ambiente dice che il marchio copre l’intera gamma dei formati. Per chi gioca sistemi, il formato più complesso e più costoso da capire, la visibilità delle giocate aperte è la funzione che conta più di ogni quota.
StarCasinò: lo sport dentro un prodotto casinò
StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026 riconducibile ad Azzurri Limited, la stessa società che compare dietro Betsson: la concessione è per sito, e questo è il caso che lo dimostra meglio di qualunque spiegazione. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice la gerarchia dei prodotti, e la descrizione la conferma: lo sport è una sezione dentro un ambiente costruito attorno al casinò. Per un giocatore che cerca specificamente il mercato 1X2 questo si traduce in un palinsesto sportivo meno profondo di quello di un bookmaker puro, e in una quota che va confrontata con cura prima di giocarla.
Il punto di attenzione, per chi legge una pagina dedicata all’1X2, non è se il marchio sia adatto allo sport — lo è, nel senso che offre scommesse regolari su eventi italiani e internazionali. È che il prodotto principale è un altro, e in un ambiente dove il gioco è progettato per essere continuo, la disciplina sui limiti di deposito conta più che sul bookmaker puro.
bet365: Quote Maggiorate e il costo di una quota che sembra regalata
bet365 sporta la concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc. Offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre evento sia live. Sul fronte degli strumenti, mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
«Quote Maggiorate» è il termine da maneggiare con le molle. Una quota alzata su un mercato selezionato è un prezzo migliore di quello che l’operatore applicherebbe altrimenti, e resta una quota con dentro un margine: la maggiorazione si misura rispetto alla sua offerta standard, non rispetto a un mercato senza costi. La domanda utile non è quanto sia alta la quota maggiorata, ma quanto sia alta rispetto alla migliore disponibile altrove sullo stesso evento e sullo stesso mercato.
Bet Builder+ ha un costo meno visibile e più interessante. Impacchettare più mercati dello stesso evento in una quota unica significa moltiplicare fra loro le quote delle selezioni e, con esse, il numero di volte in cui il margine si applica alla stessa puntata. È la stessa aritmetica della multipla classica, applicata a un singolo match: comoda, comprensibile, e strutturalmente più cara di tre singole separate sulle stesse selezioni. La comodità è reale, il prezzo anche.
SNAI: My Combo, Cash Out e il prezzo di chiudere prima
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032 di Snaitech Spa. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il Cash Out è la funzione su cui vale la pena essere precisi, perché viene venduta come controllo e in parte lo è. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine del bookmaker sulla situazione corrente. Non è mai un valore neutro: è la valutazione dell’operatore su quanto vale ancora la tua giocata, meno il suo guadagno. Funziona come strumento di gestione del rischio e non come strumento di guadagno, ed è utile a chi vuole incassare una quota già alta senza aspettare il fischio finale — a condizione di sapere che sta vendendo al banco, non comprando da lui.
My Combo porta invece la stessa aritmetica della multipla dentro una singola partita, e unendo combo diverse moltiplica ancora. Quattro selezioni su una partita sola non sono più probabili di quattro selezioni su quattro partite: sono quattro scommesse sullo stesso evento, con l’evento come fattore comune.
Planetwin365: il palinsesto streaming e gli sport che gli altri trascurano
Planetwin365 ha la concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a. Il marchio mette al centro gli eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il dettaglio che vale la pena notare è la composizione del palinsesto. Tennis, pallavolo e tennis tavolo sono sport dove il calendario non si ferma ad agosto e dove le competizioni minori sono numerose: per un giocatore che segue quei circuiti, un’offerta di streaming quotidiana su sport secondari è una differenza sostanziale rispetto a un catalogo tutto calcio. Per un giocatore di 1X2 sul calcio è un servizio in più che probabilmente non userà.
La domanda da farsi è dove sta la liquidità. Un mercato su tennis tavolo ha una profondità di scommesse diversa da un mercato su una partita di Serie A, e questo incide sulla quota e sulla velocità con cui cambia. Lo streaming su sport minori è un vantaggio per chi li segue davvero, e un invito a puntare su mercati sottili per chi non li segue.
William Hill: un bonus cash dall’architettura a tranche
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc. Il suo Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
È l’offerta di questa lista dove il divario fra il messaggio e la meccanica è più ampio, e vale la pena scomporla con calma. Un bonus cash è la forma migliore di bonus, perché non è una scommessa gratuita con la puntata non restituita: sono soldi. Per ottenerli, però, il deposito di 20 € va fatto entro 7 giorni con carta o PayPal, il che esclude chi ricarica in tabaccheria con i voucher, e l’erogazione non è immediata ma avviene in cinque tranche da 10 €.
Ogni tranche è vincolata a una multipla di almeno 5 selezioni a quota minima 5.00 giocata con denaro reale. Cinque selezioni e quota 5.00 insieme sono una combinazione molto restrittiva: la quota totale di una multipla a cinque selezioni a quota 5.00 ciascuna è enorme, ma il requisito di 5.00 vale sulla quota complessiva, e questo significa che le selezioni possono essere anche molto più modeste pur di arrivare al totale. Il punto è il numero di selezioni: cinque, per cinque tranche, significa venticinque selezioni da indovinare in sequenze multiple.
Chi gioca abitualmente multiple lunghe troverà questa struttura quasi naturale. Chi gioca singole la troverà inutilizzabile, e per quel giocatore il bonus da 50 € è, nella pratica, un premio che non incasserà.
Calcoliamo: quanto costa una giocata che sembra vicina al pari
A questo punto della pagina conviene mettere in fila un ultimo conto, quello che risponde alla domanda più frequente di chi si avvicina al gioco: una quota poco sopra il pari è davvero una scommessa equilibrata?
È qui che torna il margine del mercato illustrativo a due esiti con quote entrambe a 1,90. La quota di rimborso del mercato — la parte di tutto il raccolto che torna indietro sotto forma di vincite — si ottiene sommando gli inversi delle quote, 0,5263 più 0,5263, che dà 1,0526, e prendendo il reciproco di quella somma: 1 diviso 1,0526 sta intorno al 95 %. Il margine è il resto, all’incirca il 5 %, con l’assunzione che l’esito vincente sia uno solo.
Il margine di quel mercato illustrativo è una banda, non un numero unico. Su una partita più sbilanciata, o su un mercato con meno giocatori, la forbice si allarga e il costo sale; sui mercati principali delle grandi competizioni, dove la concorrenza fra operatori è più aggressiva, tende a stringersi. Il 5 % dell’esempio va letto come il punto di un intorno, non come una costante da applicare a ogni partita e a ogni mercato.
La conseguenza per il portafoglio è più concreta di quanto una percentuale a una cifra suggerisca. Su un giocatore che punta in modo continuativo, un margine di quell’ordine è un costo che si paga a ogni giro, vincente o perdente che sia, e che cresce in proporzione al numero di giocate e non al loro esito. Un tetto di spesa settimanale non è una limitazione per i perdenti: è lo strumento che mette un freno al costo di transazione che la quota porta dentro di sé.
È lo stesso motivo per cui le promozioni vanno confrontate al netto del costo di completamento. Un bonus può valere più di un margine del 5 % su una singola giocata e molto meno su una sequenza di giocate obbligate a quota minima alta, e il conto della convenienza si fa sommando le due voci, non guardando l’importo in vetrina. Il valore di un’offerta è la sua cifra meno il costo che serve per liberarla.
Domande frequenti sulle scommesse sportive 1X2
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che riporta i codici di concessione con il sito .it collegato, e si confronta il numero dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il premio è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la giocata è stata accettata. Una puntata da 10 € a quota 1,90 torna 19 € se l’esito si verifica, cioè 9 € di profitto netto oltre la puntata. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un’unica quota finale.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si prende il reciproco di quella somma, che dà la quota di rimborso. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90, quel valore sta intorno al 95 % e il margine è il resto, circa il 5 %: una forbice che si allarga sui mercati meno liquidi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo bisogna attendere sette giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: l’imposta unica è del 20,5 % sulla rete fisica e del 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite, secondo quanto riporta la stampa di settore. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM citando la Legge 401/1989, art. 4, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Mercati, regole e glossario – Scommesseformula1.com
Contenuto creato dal team «Scommesseformula1.com»
