Scommesse europei: quello che il conto paga prima ancora del fischio d'inizio
Nessun Campionato europeo si gioca nel 2026. Quest’anno c’è il sorteggio delle qualificazioni, il 6 dicembre 2026 a Belfast, e poi novanta minuti di calcio che si spostano su Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda nel giugno 2028. Chi cerca «scommesse europei 2026» finisce quindi su un palinsesto fatto di qualificazioni, campionati nazionali e coppe, e su un mercato italiano dove il costo di scommettere non si vede: sta dentro la quota, nelle condizioni del bonus di benvenuto e nella settimana che separa un prelievo dal conto corrente. Il compito di questa guida è tirarlo fuori da lì.

*Dati verificati al 31 Ottobre 2026; le concessioni sono state confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).*
Prima di tutto: che cos’è «scommettere sugli europei» nel 2026
Un Europeo è un torneo che occupa un’estate e riempie cinque anni di attesa. Il primo si disputò nel 1960, si gioca ogni quattro anni e l’organizzatore è la UEFA; dal 2016 le nazionali partecipanti sono 24, mentre dal 1996 al 2012 erano 16. La Spagna guida l’albo d’oro con quattro titoli, la Germania ne ha tre, vinti nel 1972, nel 1980 e nel 1996. Il miglior marcatore di sempre della manifestazione resta Cristiano Ronaldo, 14 gol.
L’ultima edizione è quella che i più ricordano. Il Campionato europeo di calcio 2024 si è disputato dal 14 giugno al 14 luglio 2024 in Germania con 24 squadre, divise in sei gironi da quattro, per un totale di 51 partite. Nella finale del 14 luglio 2024 all’Olympiastadion di Berlino la Spagna ha battuto l’Inghilterra per 2-1, conquistando il suo quarto titolo europeo. Sei giocatori hanno segnato tre gol ciascuno in quel torneo — Cody Gakpo, Harry Kane, Georges Mikautadze, Jamal Musiala, Dani Olmo e Ivan Schranz — e gli spalti hanno registrato 2.681.288 spettatori complessivi.

Il prossimo è già calendarizzato nei dettagli. Il Campionato europeo di calcio 2028 si disputa con 24 nazionali a giugno e luglio 2028 in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda: partita inaugurale il 9 giugno 2028 a Cardiff, finale il 9 luglio 2028 allo stadio di Wembley a Londra. Sei gironi da quattro squadre, poi ottavi dal 24 al 27 giugno, quarti il 30 giugno e il 1° luglio, semifinali il 4 e il 5 luglio. Non è prevista la finale per il terzo posto. Le qualificazioni si giocano in dodici gironi da quattro o cinque squadre: si qualificano direttamente le dodici vincitrici e le otto migliori seconde, con sorteggio fissato al 6 dicembre 2026 a Belfast.
Il punto, per chi legge con il portafoglio in mano, è un altro. Un torneo che non si sta giocando non produce mercati propri: produce un calendario di qualificazioni sparse su due anni, e un palinsesto che si allarga e si stringe secondo le decisioni dell’operatore e del regolatore. Cosa possa stare in quel palinsesto lo decidono il concessionario e ADM insieme: la definizione di palinsesto è, per legge, il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può scommettere solo su eventi che vi compaiono. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta; a settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa contenga oggi il palinsesto di un singolo operatore non è invece ricostruibile dall’esterno.
Questo cambia il modo di leggere un’offerta. Un bookmaker non «vende» l’Europeo: vende l’accesso a un palinsesto autorizzato, dentro cui l’Europeo è un contenuto futuro e le qualificazioni un contenuto presente. Chi apre un conto oggi per «giocare gli europei» sta comprando un conto che userà fra due anni, e la domanda sensata non è quale quota sia più alta sulla finale di Wembley, ma quanto quel conto costa tenerlo aperto, alimentarlo e svuotarlo.
Le voci di costo che il marketing non mette in vetrina
Tre voci compongono il prezzo reale di un conto di scommesse italiano, e nessuna delle tre compare in un banner.
La prima è il margine del bookmaker, cioè la quota che il mercato non restituisce. Su un mercato a esito unico — una partita, tre possibili risultati — la somma delle probabilità implicite delle tre quote supera sempre il 100 %, e la differenza è quello che l’operatore trattiene su ogni unità puntata, in media e su tanti giocatori. Non è un imbroglio: è il prezzo del servizio. Ma è anche il motivo per cui due operatori con lo stesso «bonus 100 %» possono costare al giocatore cifre molto diverse, se uno offre margini più stretti dell’altro. Le quote che girano in queste settimane non sono verificabili giorno per giorno da fuori, e un margine misurato su un mercato non è il margine di un altro: 1X2, Under/Over, handicap e combo vivono di numeri propri.
La seconda è il costo di liquidazione, cioè il tempo che il denaro passa fuori dal conto del giocatore e la fee che a volte si porta dietro. Un prelievo istantaneo e un prelievo che richiede tre giorni lavorativi sono due prodotti diversi allo stesso prezzo nominale.
La terza è la condizione del bonus. Un «bonus di benvenuto» del 100 % non è denaro regalato: è denaro vincolato a requisiti di puntata e rigioco, spesso a una quota minima, quasi sempre a una scadenza. Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso, e l’AGCOM lo fa rispettare. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus può esserci, non può essere reclamizzato. Non esiste, per quanto se ne sa, un tetto di legge all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore. Ed è esattamente lì che il costo si nasconde.
La normativa: perché «AAMS» è una parola che non esiste più
Il regolatore del gioco in Italia è l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua però a chiamare «AAMS». La sigla vecchia resiste perché è quella che i giocatori hanno imparato, ed è anche quella che i siti senza concessione usano volentieri per darsi un’aria familiare. Il quadro vigente è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Le licenze italiane si chiamano concessioni, e non sono licenze aperte: si assegnano per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti figurano una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
Che cosa dice davvero un numero di concessione
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Qui sta il fraintendimento più diffuso. La concessione è per sito, non per azienda, e la ragione sociale raramente porta il nome del marchio: dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson e Starcasino c’è Azzurri Limited. Ancora più importante, l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Stare su quell’elenco non dimostra quindi, da solo, che un sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E il posto in una classifica non è una concessione.
Non tutto il mercato che si vede in Italia è concessionato. Al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano tra le 52 righe dell’elenco. Non è un dettaglio formale: senza concessione non c’è RUA, non c’è vigilanza ADM, non c’è sede legale italiana a cui rivolgersi, e il dominio è esposto al blocco.
Il sito inibito, e chi paga il conto
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e alcuni provider arrivano in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
Il conto più salato però non lo paga il sito. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che i giocatori non leggono mai — anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Sul fronte degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
La scelta, messa in fila, è questa: una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è soggetto al blocco DNS e, per come ADM stessa descrive la norma, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona resta senza tutele: nessun marchio la rappresenta qui, e nessun dettaglio su metodi di deposito o bonus ha senso cercarlo in questa sede.
Deposito, ricarica e il tetto dei 100 €
C’è un pezzo di normativa che riguarda i pagamenti e che quasi nessun confronto cita. I punti vendita ricariche, disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, sono registri tenuti da ADM: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto di gioco online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno all’esercente. Chi ha un conto di gioco intestato a proprio nome, quindi, può alimentarlo in contanti in tabaccheria entro quel tetto settimanale — e solo quello.
Gioco responsabile: gli strumenti che costano al conto, non all’operatore
Un conto di gioco italiano nasce già con dei freni. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In più c’è l’art. 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.
Sul piano operativo, al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. È il punto in cui il gioco responsabile smette di essere retorica e diventa un vincolo contrattuale: chi vuole alzare il tetto aspetta una settimana, chi vuole abbassarlo lo abbassa subito.
L’autoesclusione non è una promessa, è un registro
Il Registro Unico degli Autoesclusi, RUA, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Iscrivendosi si chiude tutto, non solo il sito che ha causato il problema. Questo è il suo pregio e la sua scomodità: non esiste un modo per «chiudere solo lì».
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.
C’è una frattura da conoscere bene. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com offshore non è protetto da nulla: il registro non lo vede, l’operatore non è tenuto a vederlo, e la barriera che aveva chiesto di costruirsi non esiste più da quella parte. È il costo nascosto più serio dell’offerta non concessionata, molto più del blocco DNS di cui si parla.
Bonus e free bet: quanto costa davvero il «100 %»
Il bonus di benvenuto è il prodotto più pubblicizzato e meno raccontato del mercato italiano. Siccome non esiste un tetto statale né all’importo né ai requisiti, la differenza tra un’offerta e l’altra non sta nella cifra in vetrina ma nella clausola piccola che la accompagna.
Vale la pena prendere le misure su un caso concreto. Nel Benvenuto Sport di William Hill il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Tre condizioni in una frase: una finestra di sette giorni per depositare, una quota minima alta per ogni selezione e una struttura a pezzi che trasforma il bonus in dieci biglietti distinti. Chi immagina 50 € da spendere come vuole ha letto male.
La struttura cambia da operatore a operatore, e cambia il tipo di denaro. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento. Il caso Sisal mostra un meccanismo diverso ancora: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Il «denaro reale» è il requisito che brucia il bonus
Le tre condizioni di William Hill hanno un effetto che vale la pena isolare, perché è lo stesso in ogni offerta di questo tipo. La quota minima di 5.00 su ogni selezione, combinata con l’obbligo di almeno 5 selezioni per multipla, significa che il bonus si sblocca solo su biglietti ad alta varianza. Una multipla da cinque eventi a quota 5.00 paga 3.125 volte la puntata: sembra favolosa e viene centrata quasi mai. Le tranche da 10 € si liberano, ma il percorso per liberarle è costruito su esiti improbabili, non su giocate ordinarie.
A questo si aggiunge il fatto che il bonus va giocato con denaro reale, e che il bonus cash viene riconosciuto in parti. Chi valuta l’offerta contando solo i 50 € guarda il numero sbagliato: la variabile che conta è quante multiple da cinque selezioni a quota 5.00 deve piazzare, e con quale probabilità ciascuna arrivi.
Vale anche la pena ricordare che un bonus di benvenuto a deposito — quello descritto sopra — è una cosa diversa da un bonus senza deposito, che esiste sul mercato ma ha logiche proprie. La distinzione non è terminologica: cambia quanto denaro serve mettere dentro prima di poter giocare.
Dove sta il margine in un’offerta «gratuita»
Il bookmaker non regala nulla e non ha bisogno di farlo. Ogni puntata piazzata, bonus o non bonus, paga il margine del mercato su cui è piazzata: qualunque sia la quota minima richiesta, il prezzo implicito della partita è già dentro il numero che il giocatore vede sullo schermo. Un bonus serve ad aumentare il volume di puntate, e il volume è ciò su cui il margine lavora. Il calcolo è semplice e va fatto prima di depositare: un’offerta che richiede dieci multiple da cinque selezioni a quota 5.00 su denaro reale produce dieci puntate al margine di mercato, non un regalo. Il bonus paga il costo di quelle puntate solo se il giocatore avrebbe comunque giocato così.
Da qui una regola pratica che nessun banner scriverà mai: un bonus conviene quando i requisiti coincidono con il modo in cui il giocatore scommette già. Chi gioca multiple lunghe ad alta quota trova in William Hill un’offerta coerente con il proprio stile. Chi gioca singole a quota 1,50 — che è il modo in cui si scommette su un Europeo, partita per partita — non ha quasi nulla da guadagnare da tranche pensate per biglietti da cinque selezioni, perché per arrivare a liberare il bonus dovrebbe cambiare il proprio gioco e quindi pagare un prezzo in margine e in varianza che nessuno gli rimborsa.
Un’ultima nota sul tipo di denaro, che vale per ogni operatore. Un bonus cash non è un prelievo libero: finché la tranche non è sbloccata non è nemmeno denaro del giocatore, e un bonus in forma di free bet è cosa diversa, perché in quel caso la puntata non torna indietro con la vincita. Restano fuori da questa pagina i codici promozionali: quello che conta è il valore dell’offerta e la clausola che la vincola, non la stringa da digitare.
Pagamenti: quanto durano i soldi fuori dal conto
Un conto di gioco si apre con un documento e, in alcuni casi, con un’identità digitale. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età è fissata dalla legge italiana, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come indicano le pagine degli operatori.
Cosa si possa usare per alimentare quel conto è la domanda a cui nessuna legge risponde. Non esiste uno statuto che elenchi i metodi di pagamento approvati: quali metodi accetti un operatore, con quale deposito minimo e con quali limiti, si legge soltanto nelle sue condizioni. Quello che il quadro normativo offre è un perimetro — lo strumento di pagamento deve essere intestato al titolare del conto, e le ricariche in contanti passano dai punti vendita ricariche entro il tetto settimanale dei 100 € — non una lista. Il cripto presso i concessionari ADM è una questione aperta, e l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di gestire denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore è non confermata.
Il prelievo è la voce di costo che nessuno confronta
Depositare è facile e veloce per costruzione. Prelevare è l’operazione in cui il conto si mette alla prova, ed è quella su cui i confronti tacciono quasi sempre. Un prelievo lento non produce una fee, produce interessi figurativi a carico del giocatore: denaro che sta sul conto dell’operatore invece che su quello del giocatore.
Su questo fronte i concessionari italiani non si assomigliano. Admiralbet indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. Il conto gioco Goldbet si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento; l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it. Il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. bet365 indica tra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, con il conto utilizzabile dal sito o tramite l’app. Dall’app Eurobet si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. L’app Betfair Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote.
Il filo comune è chiaro e vale la pena dirlo senza girarci intorno: i nomi ricorrenti sono PostePay, PayPal e le carte, cioè gli strumenti che il giocatore italiano ha già in tasca. Questa è la parte comoda. La parte scomoda è che nessuno di questi elenchi, da solo, dice in quanto tempo il denaro arriva. Un prelievo su carta e un prelievo su wallet hanno tempi diversi per ragioni tecniche — il wallet è immediato, la carta passa dall’istituto emittente — e l’unica fonte affidabile sui tempi resta la pagina dei prelievi dell’operatore, aggiornata al giorno in cui si preleva. Chi apre un conto per un torneo che si giocherà nel 2028 ha tutto il tempo di verificare questo punto prima di scegliere dove portare il saldo, e farlo è la differenza tra un conto utile e un conto che si lascia a metà.
Il modo più economico di muovere denaro, in pratica
La sequenza che costa meno segue una logica semplice: usare lo stesso canale per entrare e per uscire. Chi deposita con PayPal e preleva con PayPal non fa passare il denaro per un circuito terzo, e chi deposita con carta di debito e preleva su carta resta nello stesso perimetro. Il motivo per cui molti operatori indicano «strumenti intestati al cliente» non è burocrazia: il denaro deve poter tornare da dove è venuto, e un conto alimentato da un conto di terzi è un conto che il prelievo non riesce a chiudere.
C’è poi il capitolo della ricarica fisica, che ha un senso economico preciso per una fascia di giocatori: 100 € a settimana in contanti in tabaccheria, senza carta e senza e-wallet, con lo strumento del titolare. È il canale più discreto e il più lento, perché richiede uno spostamento fisico e perché il saldo va poi prelevato per altra via. Chi gioca d’impulso e vuole rallentarsi un po’ ha lì, dentro una regola di legge, un freno che non deve nemmeno impostare da solo.
I criteri con cui ho ordinato questa lista
Un confronto di dieci concessionari che non dichiara come è stato fatto non è un confronto, è una fotografia. Ecco perché l’ordine di questa lista è quello che è, e come si legge.
Il primo criterio è la tracciabilità della concessione. Ogni operatore qui sotto è un marchio presente nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un numero di concessione e una ragione sociale. È il filtro di partenza, non un premio: l’elenco non distingue chi offre sport da chi offre solo casinò, quindi il numero di concessione dice che il soggetto è autorizzato, non che cosa propone. Per questo ogni scheda riporta sia il numero sia quello che le condizioni o le descrizioni ufficiali dicono dell’offerta sportiva.
Il secondo criterio è quanta materia verificabile esista su ciascun marchio per la parte che conta in questa guida: pagamenti, prelievi, strumenti di gioco responsabile, bonus. Dove la materia è ricca, la scheda è più lunga; dove è essenziale, la scheda è essenziale. Non è un giudizio sul bookmaker, è un giudizio sulla trasparenza delle sue condizioni pubbliche — e la trasparenza è già una caratteristica del prodotto che il giocatore acquista.
Il terzo criterio è la distanza dal tema della pagina. Alcuni marchi sono casinò-first con un bookmaker dentro, altri sono sport-first. Su una guida che parla del costo di scommettere, la differenza pesa: un operatore che ha costruito il palinsesto attorno al calcio e agli sport europei offre mercati che un casinò-first non ha, e per il torneo che interessa qui è tutto.
La classifica che segue è quindi una lista di dieci, non una raccomandazione, e non è esaustiva del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. Nessun marchio riceve un titolo di esclusiva.
La tabella delle concessioni e delle condizioni
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Il conto gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi; accesso all’app con le credenziali Goldbet. |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Il conto si gestisce dall’app, con ricariche in più modalità; assistenza indicata 7 giorni su 7 |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport: bonus cash 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Ricariche online con carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Tra i metodi per depositi e prelievi, PostePay e PayPal oltre ad altri; accesso dall’app con username e password |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | App che copre i principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi da iPhone o iPad |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Bonus di benvenuto per titolari di conto registrati sul sito o dall’app con prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale 100 % del primo deposito fino a 50 € per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | L’app Exchange consente depositi e prelievi delle vincite, live streaming di calcio, tennis e basket e grafici dell’andamento delle quote |
I numeri saltano all’occhio per un motivo che non riguarda il merito: Goldbet e Lottomatica condividono lo stesso concessionario, 16010 per Lottomatica e 16009 per Goldbet. Due siti, due concessioni, una sola società. È la prova più pulita che la concessione è legata al sito e non al gruppo, e che leggere l’elenco ADM pensando alle «aziende autorizzate» porta fuori strada.
La seconda cosa che la tabella mostra è quanto disomogenea sia la materia pubblica. Su un marchio le condizioni parlano di pagamenti, su un altro di contenuti sportivi, su un terzo di bonus. Non è una scelta di questa pagina: è la forma in cui gli operatori scrivono le proprie condizioni, e dice molto su cosa ciascuno considera il proprio argomento di vendita.
I dieci concessionari, uno per uno
Goldbet: la tracciabilità dei pagamenti prima di tutto
La concessione di Goldbet è la n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società che opera Lottomatica con la concessione n. 16010. Sul fronte dei pagamenti il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it.
La scheda è breve perché la materia pubblica è breve, ed è un dato di fatto che merita una lettura propria. Un operatore che non elenca in modo esteso i propri strumenti di ricarica lascia al giocatore il compito di verificare caso per caso, e in un mercato dove gli elenchi dei metodi sono la norma questa sobrietà è un difetto informativo più che una virtù. Il punto in cui la verifica diventa obbligatoria è il prelievo: prima di alimentare il conto, conviene accertare dall’area personale che lo strumento scelto in entrata sia lo stesso che si potrà usare in uscita, perché è lì che nascono i tempi lunghi. Due forme societarie sotto lo stesso tetto significano inoltre che il servizio clienti e le procedure di verifica del conto possono essere condivise: per chi ha già un rapporto con il gruppo, l’apertura di un secondo conto è più rapida.
SNAI: app centrale e assistenza continua
SNAI opera con la concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7.
L’assistenza quotidiana è una voce di costo non monetaria, ed è il motivo per cui la segnalo. Un prelievo che non arriva o un conto sospeso per verifica incompleta sono problemi che diventano costosi esattamente in proporzione al tempo che serve per parlarne con qualcuno: un canale aperto sette giorni su sette accorcia quella distanza, e su un conto destinato a restare aperto fino agli Europei del 2028 significa la differenza tra un problema risolto in una giornata e un problema trascinato per una settimana. La gestione interamente in-app, però, ha il costo opposto: chi preferisce operare da desktop trova meno superficie, e chi non è a proprio agio con le app di gioco si ritrova a fare da browser quello che il bookmaker ha progettato per il telefono.
William Hill: il bonus che chiede cinque selezioni a quota 5.00
William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044. Il Benvenuto Sport è l’offerta che questa pagina analizza: un bonus cash del 100 % sul primo versamento fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni a quota 5.00 con denaro reale.
Messo in fila, il requisito è il più selettivo del gruppo. La quota minima 5.00 su ogni selezione e il minimo di cinque selezioni per biglietto definiscono un tipo di giocata preciso, e la tranche da 10 € significa che il bonus si incassa un pezzo alla volta. Chi scommette come si scommette su un Europeo — la singola sulla partita, la doppia ragionata — non ha quasi nulla da guadagnare da questa struttura: per liberare il bonus dovrebbe giocare biglietti che non avrebbe giocato, e il margine su quelle puntate è un costo che il bonus non rimborsa. Il deposito minimo di 20 € è in linea con il mercato, e la finestra di sette giorni per versare è ordinaria. La scheda di questo operatore si chiude su una constatazione scomoda: un’offerta ricca in vetrina e stretta nella pratica, adatta a chi costruisce multiple lunghe per mestiere o per gusto, e sostanzialmente inutile per chi punta una singola la sera.
AdmiralBet: l’elenco dei metodi più lungo del gruppo
Admiral Bet S.r.l. opera con la concessione n. 16048, e sul fronte dei pagamenti è il marchio che pubblica la lista più dettagliata: per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente.
Il «senza costi aggiuntivi» è la parte che vale la pena isolare, perché è una promessa precisa e verificabile: nessuna commissione di ricarica per gli strumenti indicati. È anche l’unico elemento di costo di questa scheda che si possa leggere in chiaro. Sul gioco responsabile AdmiralBet è altrettanto esplicita: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Il menu dei tre orizzonti temporali è più articolato di quello che la maggior parte degli operatori mostra in fase di iscrizione, e l’asimmetria tra riduzione immediata e aumento differito non è un capriccio: è il meccanismo che impedisce di alzare il tetto nel momento in cui si sta perdendo. Le condizioni prevedono inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La scheda si chiude su un profilo coerente: strumenti di controllo tra i più completi del gruppo e pagamenti dichiarati senza sovrapprezzo, cioè un conto progettato per chi vuole vedere il limite scritto prima di giocare.
Lottomatica: casa grande, poche parole sui pagamenti
La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi il conto accetta PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.
Vale la pena notare che Lottomatica e Goldbet sono due siti della stessa società con due numeri di concessione distinti. Per il giocatore questo si traduce in un’offerta di brand separata e in una struttura sottostante condivisa: le verifiche del conto, l’antiriciclaggio e il servizio clienti appartengono alla stessa macchina. Il costo di questa configurazione è che la scheda del marchio non aggiunge nulla di sostanziale rispetto a quella del gemello: gli strumenti di ricarica sono gli stessi due nomi forti con un «oltre ad altri» che non specifica niente, e le condizioni pubbliche non entrano nel dettaglio di tempi o limiti. Un marchio con la notorietà di Lottomatica potrebbe permettersi condizioni più trasparenti di così, e non lo fa.
Planetwin365: il palinsesto puntato sul calcio europeo
Pwo S.p.a. detiene la concessione n. 16007. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Su una guida che parla di costi, la copertura dei mercati è un costo perché è un’alternativa. Un palinsesto che tiene insieme i campionati dove giocano le nazionali che si affronteranno nelle qualificazioni del 2028 e le coppe europee dà a chi vuole seguire il torneo un posto dove farlo senza cambiare conto; più ampia è la copertura, più è probabile trovare il mercato che interessa — 1X2, Under/Over, GG/NG, handicap, combo — invece di adattarsi a quello che c’è. Le oltre 20 discipline con risultati in diretta aggiungono la parte live, che è quella su cui molti operatori italiani sono più leggeri. Il limite di questa scheda è l’altra faccia della medaglia: delle condizioni economiche del conto le descrizioni ufficiali parlano poco, quindi prima di depositare la verifica su metodi, limiti e tempi di prelievo va fatta dall’area personale.
Eurobet: il conto si gestisce dal telefono
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale opera con la concessione n. 16012. Dall’app si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
La società è la stessa che gestisce Bwin e Gioco Digitale, un dettaglio che dice quanto possa essere concentrato il mercato italiano: un unico concessionario, tre siti con tre numeri di concessione, tre offerte commerciali. Ai fini pratici, il dato interessante è che il ciclo completo del denaro — versare e ritirare — è dichiarato come interamente gestibile da dispositivo mobile. Chi apre un conto per seguire le qualificazioni del 2028, con partite sparse in dodici gironi e orari scomodi, apprezza di poter fare tutto dal telefono senza passare da un browser. La contropartita è la stessa di ogni operatore che concentra l’esperienza sull’app: quel che non è previsto dall’applicazione non è previsto affatto, e chi preferisce il desktop trova un percorso meno curato.
Sisal: la linea tra online e punto vendita
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Sisal è l’unico del gruppo a dichiarare un ponte operativo tra il mondo online e la rete fisica, e questa è la sua carta. Per chi gioca già in ricevitoria, la possibilità di prenotare dall’app e di verificare una schedina con una scansione elimina il problema delle giocate scritte a mano e controllate la sera, e il prelievo allo sportello è una via reale per chi non vuole legare il saldo a una carta. Il rovescio della medaglia è che questa comodità esiste solo dove esiste un punto vendita, e che il bonus di questa offerta è descritto in termini generali — prima ricarica, conto registrato — senza i parametri che altrove sono espliciti. Chi punta su Sisal lo fa per la rete, non per i termini.
NetWin: il bonus reale con il deposito minimo più basso
Netwin Italia S.p.a. opera con la concessione n. 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale del 100 % sul primo versamento fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento.
Due elementi meritano attenzione. Il primo è che NetWin definisce l’offerta «bonus reale», cioè denaro e non gettone promozionale: è una qualificazione del prodotto che ha un valore concreto quando si confronta con le free bet, dove la puntata non torna indietro con la vincita. Il secondo è la condizione di conto verificato, che lega il bonus alla conclusione del processo di identificazione. È la clausola più coerente del gruppo, perché sposta l’adempimento prima dell’erogazione invece di bloccare il prelievo dopo: il giocatore che vuole il bonus completa la verifica, e cancellette la fase più fastidiosa quando poi dovrà effettivamente incassare. Il codice promo da inserire al primo versamento è una meccanica di attivazione, e su questo punto vale la regola generale: quello che conta è il valore dell’offerta e la condizione che la vincola.
Betfair: l’exchange come prodotto a parte
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028. L’app Betfair Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote.
Il betting exchange non è una variante del bookmaker: è un gioco diverso, previsto a parte dalla legge. L’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 lo ammette come scommessa a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, e l’art. 2, lett. u) chiarisce il meccanismo: il giocatore può essere puntatore o bancatore, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i due. Cambia la struttura del costo. Su un exchange il prezzo non è il margine del bookmaker incorporato nella quota, ma la commissione sulle vincite e lo spread tra chi punta e chi banca; la documentazione di Betfair, riferita dalla stampa di settore, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è ricostruibile; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028. Per chi non ha mai usato un exchange, il live streaming e i grafici delle quote sono anche lo strumento per capire come si muove un mercato prima di metterci denaro.
La classifica letta per ciò che costa
Se l’ordine di questa lista si legge dal punto di vista del costo invece che della notorietà, il quadro cambia rispetto all’impressione che dà la pubblicità. AdmiralBet pubblica il listino delle ricariche più completo e dice esplicitamente che non ci sono costi aggiuntivi, oltre a un menu di autolimitazioni su tre orizzonti temporali. NetWin mette il requisito di conto verificato prima dell’erogazione, che è la struttura che evita il blocco del prelievo nel momento peggiore. Planetwin365 e Betfair si distinguono per contenuto — copertura calcistica europea il primo, exchange e dati di mercato il secondo. William Hill presenta l’offerta più ricca di clausola e la più selettiva nella pratica. Goldbet, Lottomatica, SNAI, Eurobet e Sisal stanno in mezzo, con schede brevi perché brevi sono le loro condizioni pubbliche.
Domande frequenti sulle scommesse europee
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Non esiste un elenco legale dei metodi ammessi: ogni operatore indica i propri nelle condizioni contrattuali. AdmiralBet elenca carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi. Goldbet, Lottomatica, SNAI ed Eurobet citano PostePay, PayPal e altri strumenti; bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay. Lo strumento deve essere intestato al titolare del conto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche limiti fissati dal concessionario secondo età e comportamento, con protocolli approvati da ADM.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non indica i giochi offerti: un nome presente non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive. L’operatore stesso indica numero e società nelle proprie condizioni.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, età fissata dalla legge italiana; l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori tra i principi del settore. Il conto di gioco richiede identificazione completa: registrazione con documento oppure SPID e CIE, come nel caso di BetFlag. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi restano bloccati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: l’imposta grava sul concessionario, che versa la somma al netto. Per vincite da siti non autorizzati o esteri la posizione è diversa: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, ma non è consulenza fiscale: conviene consultare un commercialista.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota decimale: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e il prodotto cresce in fretta ma la probabilità di centrare tutte le selezioni diminuisce. Il margine del bookmaker resta incorporato in ogni quota e si paga su ogni puntata.
Che cosa resta in mano dopo aver letto
Il filo di questa guida è un costo che si paga in tre momenti diversi. Si paga sul mercato, dentro ogni quota, attraverso il margine che l’operatore trattiene su ogni unità puntata. Si paga sul bonus, nelle condizioni che decidono quando e come quel denaro diventa davvero disponibile. Si paga sul prelievo, nel tempo che il saldo passa fuori dal conto del giocatore. Nessuno dei tre compare in un banner, e i tre insieme pesano più di qualunque differenza tra un’offerta e l’altra.
C’è poi un costo che non è monetario e che vale la pena mettere per ultimo. Un conto aperto presso un sito senza concessione non ha RUA, non ha vigilanza ADM e, per come ADM stessa descrive la legge 401/1989, espone il giocatore a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. Un dominio inibito viene oscurato e ricompare sotto un altro nome nel giro di ore. La comodità di un .com che accetta tutto ha questo prezzo, e non è un prezzo che si scopre al momento del prelievo: si scopre quando si ha un problema e non c’è nessuno a cui chiedere.
Il calendario, dal canto suo, concede tempo. La finale del 2028 è il 9 luglio 2028 a Wembley, le qualificazioni cominciano con il sorteggio del 6 dicembre 2026 a Belfast, e il campionato in cui quelle partite si giocano è il presente. Chi vuole arrivare al torneo con un conto rodato ha due anni per usarlo: verificare i tempi di prelievo con una prova reale, impostare un limite di deposito che sia davvero il proprio limite — non quello che farebbe comodo alzare dopo una serata storta — e capire dal palinsesto se quel bookmaker copre le partite che interessa seguire.
Il modo più economico di scommettere sugli europei, alla fine, non è un’offerta: è un conto scelto con calma, alimentato dallo stesso canale da cui si preleverà, usato su mercati a margine stretto e tenuto dentro un limite che si è scelto quando si era lucidi. Tutto il resto è pubblicità di qualcosa che non si può reclamizzare.
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