Scommesse sul cricket 2026 — dove si gioca, cosa entra nel palinsesto e quanto costa ogni quota

Updated Ottobre 2026
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Il cricket non è il calcio, e chiunque abbia provato a cercare una partita su una schedina italiana lo sa già: quello che si trova non dipende dalla simpatia del bookmaker per questo sport, ma da una riga in un programma di eventi approvato da ADM (ex AAMS). Il resto — la quota, il margine, il bonus, il limite — sono conseguenze di quella riga.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Dati verificati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni riscontrate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Il cricket, per un italiano, è uno sport da imparare prima di giocarci. Una squadra ha 11 giocatori e i formati internazionali sono tre: Test match, One Day International e Twenty20. Un Test dura fino a cinque giorni con al massimo quattro inning in totale, due per squadra, almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Un ODI assegna 50 over fissi per squadra, e se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro finisce in parità. Il T20 concede un massimo di 20 over, 120 lanci regolari, con un lanciatore che non può superarne quattro e un super over a sciogliere la parità. Governa tutto l’International Cricket Council, dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019.

Perché questa premessa vale soldi? Perché il mercato del cricket non è fatto di tre esiti come il calcio. È fatto di run, di over, di wicket, di sessioni di gioco che durano cinque giorni. Ogni mercato ha il suo margine, e il margine è la parte che non torna mai indietro.

Calendario e competizioni: cosa finisce nelle schedine italiane

Un evento esiste per il giocatore italiano solo se sta nel palinsesto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi inclusi nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è dato sapere in anticipo, e questa è la prima cosa che costa al lettore.

Costa in un modo preciso: il cricket non è garantito. Nessun concessionario deve offrirlo, e il fatto che un brand abbia una sezione «Sport» ricca non implica che dentro ci sia una partita dell’ICC. Il modo per non sprecare tempo è aprire il palinsesto dal vivo e guardare, non fidarsi di una lista di sport stampata su una pagina promozionale che resta ferma per mesi.

Il calendario internazionale, quando c’è, è fitto. India, Sri Lanka e Nuova Zelanda hanno chiuso la ICC Men’s T20 World Cup 2026 — dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka, venti squadre al via — con l’India campione, vittoriosa sulla Nuova Zelanda per 96 run in finale. È il tipo di torneo che un palinsesto italiano, se lo copre, copre per intero o quasi: venti squadre, un mese, molte partite al giorno. È anche il tipo di torneo che, passata la finale, sparisce dalle quote e lascia il posto a quelle serie bilaterali che il grande pubblico non segue.

Le competizioni che gli italiani trovano più spesso nelle app dei concessionari sono però altre. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. L’app Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più Champions, Europa e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta. L’app Eurobet Sport arriva a un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica. C’è da chiedersi cosa significhi «più di venti tipologie di sport» quando il cricket non compare nell’elenco: significa che la profondità la fanno i campionati che gli italiani già seguono, e che per uno sport di nicchia la profondità la fa il singolo evento, non il catalogo.

Il cricket ha poi una complicazione che il calcio non ha: la copertura di un torneo non è uniforme. Un T20 dura tre ore, un ODI una giornata, un Test cinque giorni. Su un Test, i mercati non riguardano solo la vittoria finale: riguardano le sessioni, i run del primo inning, il numero di wicket. Un bookmaker che offre tre mercati su un ODI offre quasi certamente molti più mercati su un T20, perché il T20 è corto, veloce e si presta al gioco in tempo reale. Il lettore che cerca valore sul cricket deve partire dal formato, non dalla nazionalità delle squadre.

Chi guarda il calendario deve tenere presente anche il caso di un incontro deciso dalla pioggia. Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato, e se si giocano troppi pochi over — di solito 20 — l’incontro viene dichiarato senza risultato. Una regola come questa decide se una giocata si chiude o torna indietro, e un bookmaker che non la espone con chiarezza nel regolamento non sta facilitando nessuno.

Fondamenti: quota, margine e il costo che non si vede

Due numeri descrivono la stessa cosa. Il payout di un mercato è la quota di tutto il giocato che quel mercato restituisce, calcolata come 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote del mercato; il margine è 100 % meno il payout. Il payout è quello che torna ai giocatori nel complesso, il margine è quello che resta al concessionario, e nessuna delle due cose dipende dalla fortuna di chi gioca.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Prendiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati, un esempio illustrativo e non un prezzo quotato. La somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526. Il payout è quindi 1 diviso 1,0526, che sta intorno al 95 %, e il margine è la parte restante: circa il 5 %. Il risultato va letto come una banda, non come una cifra esatta, perché dipende dal numero di esiti del mercato e dalla larghezza del margine che il singolo operatore applica. Due esiti a 1,90 danno poco più del 5 %; un mercato a tre esiti con quote simili lascia in tasca al bookmaker una fetta più larga; un mercato di cricket con dieci esiti possibili può allargarsi molto oltre.

Vale la pena fermarsi su quel 5 %, perché è la cifra che rende leggibile tutto il resto. Un margine del 5 % significa che, su un giro di scommesse abbastanza lungo, un giocatore che punti sempre la stessa somma si ritrova in media con 95 centesimi per ogni euro giocato — non perché perda sempre, ma perché la struttura del prezzo glielo toglie un po’ alla volta. Il numero è un costo medio su molte giocate, non una previsione su una giocata singola: su un colpo solo si vince o si perde, e il margine non si vede.

Sul cricket questo conta più che altrove. Un mercato con molti esiti ha quasi sempre un margine più alto di un 1X2, perché il bookmaker deve coprire più possibilità e lo fa allargando il prezzo. Chi confronta due concessionari sulle stesse partite di cricket deve quindi confrontare i prezzi, non i cataloghi: un sito con trecento mercati in più non è più generoso se ogni mercato costa un punto e mezzo di margine in più.

Il margine spiega anche perché la pubblicità delle quote sia così rumorosa. Una «quota maggiorata» su un singolo evento è un regalo fatto su un mercato che l’operatore ha scelto, e spesso accompagnato da una condizione di puntata minima che riporta il costo dov’era. Il prezzo vero, quello che il giocatore paga sempre, è il margine che resta quando la promo è finita.

C’è poi un secondo costo, che non è un prezzo ma una regola. Buona parte delle promozioni sul cricket — quando ci sono — chiede requisiti di puntata, cioè un giro di giocate prima che il credito diventi prelevabile. Un bonus che sembra grande vale quello che resta dopo il rigioco, non quello che dice la vetrina, e la sezione che segue spiega perché convenga leggere prima le condizioni e poi l’importo.

Quota, puntata e vincita: il conto che il giocatore fa a mente

La vincita di una singola a quota fissa si legge in due modi, e la differenza conta. Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: dieci euro a 1,90 restituiscono 19 €, cioè la puntata più il profitto. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno: dieci euro a 1,90 fanno 9 € di guadagno, e i dieci iniziali tornano solo perché erano già del giocatore. Chi confonde le due cifre crede di aver vinto diciannove euro quando ne ha guadagnati nove.

Sulla multipla il meccanismo cambia di scala, non di natura. Le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico: tre eventi a 1,90 danno una quota complessiva di circa 6,86, e dieci euro puntati a quel prezzo restituirebbero poco meno di 69 €. Il margine, però, si moltiplica con le quote: ogni evento porta con sé il proprio costo, e tre eventi sommano tre costi. Ecco perché la multipla è il formato preferito da chi vende e il meno generoso per chi compra. Non c’è niente di truffaldino: è aritmetica.

Sul cricket la differenza tra singola e multipla pesa più che sul calcio per un motivo pratico. Un mercato di cricket ha spesso un esito con probabilità molto alta — la squadra forte che vince su quella debole — e il modo per trasformare una previsione quasi ovvia in un guadagno interessante è la combinazione. Ma la combinazione moltiplica anche il costo, e basta un evento sbagliato per azzerare tutto. Chi gioca il cricket per la prima volta dovrebbe fare l’opposto di quello che suggerisce la vetrina: cominciare dalle singole, dove il margine si paga una volta sola.

Una nota sul live, che è il cuore di una parte del cricket. un evento live è lo stesso evento, ma con un prezzo che si muove mentre le cose accadono, e il margine su un mercato in movimento è tipicamente più largo di quello su un mercato pre-match, perché il bookmaker deve aggiornare in fretta e proteggersi da chi sa qualcosa prima di lui. Chi guarda una partita di cricket in streaming per giocare live paga quel servizio nel prezzo. Non è un difetto, è il prezzo della comodità.

Normativa: la concessione, il palinsesto e chi resta fuori

Il quadro italiano ha un regolatore, ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — e una legge: il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa a nove anni il massimo di durata della concessione, senza rinnovo, con requisiti che includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Il dato che vale la pena tenere a mente è la dimensione della gara. La procedura di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è iniziato il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it; una stessa società può tenerne più di una, come Eurobet Italia S.r.l. che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda.

Cosa dice e cosa non dice l’elenco di ADM

L’elenco è pubblico, l’unico test che conta per sapere se un marchio è autorizzato, ed è anche la fonte di un equivoco molto comune. Non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione, quindi un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, che è dove il giocatore guarda il palinsesto.

Il controllo che un lettore può fare da solo si svolge in due mosse. La prima: cerca il marchio, non il dominio, nell’elenco pubblicato da ADM, e ricorda che una società può comparire sotto un nome diverso da quello del sito. La seconda: apri le condizioni del sito e verifica che quel concessionario dichiari il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale — cosa che gli operatori fanno nei termini. Se le due cose non coincidono, il punto non è un cavillo: è che quel sito non è quello che dichiara di essere.

Va detto anche quello che non c’è. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non è un’opinione né una scomunica: è ciò che l’elenco mostra, e l’elenco è la fonte. Un marchio assente non è automaticamente illegale in senso assoluto — è semplicemente fuori dal perimetro che protegge un giocatore italiano, e la differenza si vede nelle sezioni che seguono. Eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Scommesse illegali, oscuramento e cosa rischia chi gioca

Offrire gioco a un giocatore italiano senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

L’oscuramento funziona a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta, e le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. Il risultato pratico è una partita a inseguimento: il sito oscurato è un fastidio per il gestore, non una barriera per il giocatore determinato. Ma il fastidio non è il problema.

Il problema è la regola che riguarda il giocatore in prima persona. ADM, il 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 401 del 13 dicembre 1989, art. 4 «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come ADM stesso la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma una clausola penale non diventa innocua perché non se ne conosce la misura.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto ciò, è esposto all’oscuramento e, per come la stessa ADM scrive, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore; quella zona va descritta per cosa è, e cioè una zona senza tutele.

Pubblicità, bonus e incentivi: la legge non vieta il bonus

C’è una confusione che conviene sciogliere subito. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore e vieta la pubblicità. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: il bonus di benvenuto resta un termine contrattuale dell’operatore, e non esiste un tetto di legge né all’importo né ai requisiti di puntata, che quindi vengono dalle condizioni di ciascun concessionario. Il decreto stesso promuove la pubblicità dei giochi pubblici che serve un gioco sicuro e responsabile e consente a un concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio. ADM aggiunge che la pubblicità a operatori non autorizzati può attirare misure di AGCOM sui mezzi che la diffondono.

Sul fronte sanzionatorio, la cronaca 2025-2026 è più interessante della regola. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità o meno di notifica del divieto. Sono proposte, non legge, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge un annuncio di riforma deve controllare se è diventato testo di legge, perché fra il deposito di un emendamento e la Gazzetta Ufficiale passa quasi sempre un nulla.

Chi gioca su un sito non autorizzato

Il punto lato giocatore merita di essere ripetuto con precisione, perché la zona offshore è quella dove si perde la protezione e non solo il foro competente. Su un concessionario ADM il giocatore ha RUA, autoesclusione, limiti di deposito, un canale di assistenza e un’autorità a cui rivolgersi; su un sito non autorizzato ha un rapporto contrattuale con una società straniera, nessuno di quegli strumenti e, per come ADM enuncia la Legge 401, anche il rischio della sanzione. Il conto non è tra due quote: è tra due livelli di tutela, e il secondo non si compra con qualche decimale in più sul prezzo.

Prevenzione e tutela: i limiti che il giocatore si dà prima

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti autoimposti di tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non gentilezze. La differenza tra un concessionario e un sito senza concessione si vede qui prima che altrove, perché questi strumenti non esistono per scelta commerciale ma per regola.

Limiti di deposito: scegliere adesso, cambiare domani

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, l’effetto immediato di una sua riduzione e un’attesa di sette giorni per un aumento. La regola ha una logica che conviene capire: l’aumento è la cosa che un giocatore vuole proprio quando sta perdendo, quindi la legge gli mette davanti una settimana per pensarci, mentre la riduzione è immediata perché va nella direzione della tutela.

Il limite di deposito ADM fissa nella gara non è noto, ma il meccanismo è quello: un limite non è un avviso né un promemoria, è un blocco, e vale finché non lo si cambia. Chi si iscrive senza guardare quella casella e poi scopre un tetto più basso di quanto immaginasse ha già ricevuto la lezione: il limite si legge in fase di registrazione, quando è ancora una scelta, non dopo.

Il caso Admiralbet mostra come il quadro si stia muovendo. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato su un limite ridotto e sette giorni di attesa su uno aumentato. È il tipo di architettura che serve a un giocatore, e vale la pena notare che non è esclusiva di un marchio: è l’ossatura che la legge impone a tutti i concessionari, con differenze di dettaglio da operatore a operatore.

Autoesclusione e RUA: l’interruttore che resta spento

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online con concessione ADM e anche le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore fissa. Una fonte di settore riporta che le forme parziali di esclusione decorrono dal 1° febbraio 2026, e che periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM enunciano.

Qui c’è il passaggio che nessuna pagina promozionale mette in evidenza: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso su un concessionario italiano resta libero di giocare su un sito non autorizzato. L’autoesclusione è una protezione reale ma non universale, e chi la usa dovrebbe sapere dove finisce il suo perimetro. Se il problema è il controllo del proprio gioco, la scelta del bookmaker è parte della protezione, non un dettaglio separato.

Riconoscersi in tempo, e a chi chiedere aiuto

Ci sono poi i segnali che nessun registro intercetta: giocare più di quanto ci si era ripromessi, inseguire le perdite, nascondere l’attività. Gli operatori dispongono di periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e strumenti di autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero da tenere, non da scoprire al momento del bisogno. Chi presta assistenza lo fa per un motivo semplice: le regole di tutela esistono perché chi gioca può perdere il controllo, e riconoscerlo presto costa molto meno che riconoscerlo tardi.

Identificazione e prelievi: i passaggi che nessuna quota mostra

Aprire un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Alcuni operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento e, accanto a quella, le procedure con SPID e con CIE. Il caso di BetFlag è tipico: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età non è un consiglio: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la tutela dei minori come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il passaggio che costa più tempo è quello che nessuno mette in vetrina. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si scopre che il documento caricato è illeggibile o che il conto corrente non è intestato al titolare del conto di gioco. Chi si iscrive e ricarica subito, senza chiudere l’identificazione, si prepara un problema che si vede solo al primo prelievo.

Sui prelievi, un punto che vale per tutti i concessionari: i punti vendita ricariche previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM, che costa 100 € l’anno — ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale, e non possono pagare vincite né prelevare il saldo. È una asimmetria utile da conoscere: quello che entra dal tabaccaio non esce dal tabaccaio.

Sui binari di pagamento le pagine di confronto mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Il cripto presso i concessionari ADM è una questione aperta e non risulta una norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Tutto questo ha una conseguenza pratica per chi punta sul cricket, che è uno sport con orari scomodi. Un evento indiano o australiano cade spesso nella notte italiana, e chi gioca live alle tre del mattino ha bisogno di un conto già identificato, di un prelievo funzionante e di un limite che tenga. Un conto in sospeso per una validazione non chiusa è precisamente il modo in cui una notte di cricket diventa una notte di assistenza clienti.

Tassazione: chi paga l’imposta unica, e cosa cambia per il giocatore

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — è un’imposta dell’operatore, non del giocatore: 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel Decreto Sport di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Il giocatore, dal canto suo, non subisce una trattenuta sulla vincita pagata da un concessionario ADM e non la dichiara, perché il prelievo cade sul concessionario: si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo la conclusione corretta è che conviene consultare un commercialista prima di dare per scontata la regola.

La situazione cambia radicalmente se il sito non è autorizzato. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è: vincite che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Qui la questione del costo si chiude in modo netto. Scegliere un concessionario non è solo una scelta di tutela: è la differenza tra un giocatore che non compila nulla e uno che si trova a ricostruire redditi, importi e aliquote in una dichiarazione. Il risparmio di qualche decimale sul prezzo, su un sito non autorizzato, si paga in una serata con il commercialista.

Classifica e criteri: come ho valutato i dieci concessionari

I dieci che seguono sono tutti concessionari con un proprio sito .it e un numero di concessione, e questo è il primo filtro, non un premio. L’elenco seguente non è una graduatoria e non è un consiglio: la concessione è per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte come le enunciano le condizioni e le schede applicative di ciascun operatore. Il concessionario raramente porta il nome del marchio — Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited — e la società si legge dalla riga di licenza di ciascun profilo. Più marchi sono casinò-first con un bookmaker accanto. L’elenco non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare nei profili non è per questo privo di licenza.

I criteri sono quattro, e pesano in quest’ordine. Il primo è la verificabilità: numero di concessione e ragione sociale leggibili nelle condizioni, senza i quali il resto non conta. Il secondo è la larghezza del palinsesto sportivo, così come il marchio stesso la descrive — un catalogo di sport ampio è più utile di un catalogo profondo ma sbilanciato sul solo calcio. Il terzo è la varietà dei tipi di giocata e la presenza di strumenti come il cash out, che cambiano il modo in cui si gestisce una giocata lunga. Il quarto è la trasparenza delle promozioni: quali requisiti di puntata, quale quota minima, quale scadenza.

Sul cricket vale una precisazione che non è un’omissione: dei dieci profili che seguono, nessuno dichiara nelle proprie schede e nelle proprie condizioni una copertura del cricket. Il lettore che cerca specificamente questo sport deve quindi verificare il palinsesto dall’app, e il modo corretto di leggere la classifica è come una mappa di chi ha le fondamenta in ordine — concessione, identificazione, limiti, pagamenti — e non come un elenco di bookmaker che offrono cricket. Chi scrive il contrario sta vendendo una cosa che non ha visto.

panorami:

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano le condizioni sul cricket
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Le condizioni non nominano il cricket
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Le condizioni non nominano il cricket
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Le condizioni non nominano il cricket
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Le condizioni non nominano il cricket
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Le condizioni non nominano il cricket
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Le condizioni non nominano il cricket
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Le condizioni non nominano il cricket
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Le condizioni non nominano il cricket
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Le condizioni non nominano il cricket
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Le condizioni non nominano il cricket

La colonna di destra ripete dieci volte la stessa frase, e a prima vista sembra una colonna inutile. Non lo è: dice esattamente il punto della pagina. Nessuno dei dieci documenta una sezione cricket, e il silenzio di dieci condizioni diverse è un dato più forte di un elenco di promesse. Chi cerca il cricket trova quello che il palinsesto approvato contiene, e il palinsesto cambia evento per evento, non promessa per promessa.

NetWin: il concessionario che vive di eventi virtuali

NetWin si presenta con la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e un proprio sito .it. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

La cifra che caratterizza questo marchio è la cadenza: un evento virtuale ogni due minuti è il contrario di un Test match che dura cinque giorni. Il pubblico dei due prodotti non si sovrappone quasi per niente, e questo dice molto sul tipo di schedina che NetWin costruisce. Chi apre l’app per il calcio trova un catalogo solido e tradizionale; chi cerca un formato internazionale lungo o corto non trova alcuna indicazione in quel senso, e il catalogo di sport elencato non nasconde nulla: semplicemente non tocca la disciplina.

La lettura corretta per chi gioca cricket è che NetWin è una scelta per chi vuole volume e frequenza, non per chi insegue una partita specifica. La licenza è in regola, la società è dichiarata, e su quel terreno non c’è niente da obiettare. Ma se la partita che interessa è un ODI notturno tra due nazionali, questo non è il posto dove cercarla: il valore che NetWin offre sta altrove, in un flusso continuo di eventi brevi che riempiono il pomeriggio.

Lottomatica: il palinsesto che punta sul calcio e sullo streaming

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, la cui intestataria è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming gratuito è un argomento più forte di quanto sembri, e vale la pena spiegare perché in termini di costo. Chi gioca live senza vedere l’evento è cieco: prende il prezzo che gli viene offerto e spera. Chi vede la partita ha un’informazione in più, e su un mercato in movimento quell’informazione vale. Il rovescio della medaglia è che lo streaming non è un regalo: è parte del pacchetto che il margine paga, e chi non guarda mai le partite live finanzia un servizio che non usa.

La nota stonata è il nome del marchio e quello della società, che non coincidono — un dettaglio che vale per parecchi operatori italiani e che rende la verifica sull’elenco di ADM un passaggio obbligato. Chi confronta Lottomatica con altri marchi del gruppo deve anche ricordare che la concessione è per sito: una società può gestirne più di uno, e questo non estende la licenza da un sito all’altro.

bet365: il partner globale che resta un bookmaker generalista

bet365 dichiara la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre e live. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

L’elenco degli sport è quello che è: tennis, basket, golf, freccette. Il cricket non c’è, e il lettore attento noterà che un accordo di partnership con una coppa europea di calcio non ha nulla a che fare con la profondità del catalogo su uno sport del Commonwealth. Una sponsorizzazione è un’attività di comunicazione, non un elenco di mercati, e chi confonde le due cose finisce per attribuire a un marchio una copertura che non ha mai dichiarato.

Il punto di forza resta la completezza degli strumenti di gioco responsabile, che non è una frase di circostanza: periodi di pausa, limiti di versamento e avvisi sull’attività sono gli strumenti che il lettore usa davvero quando vuole rallentare senza chiudere il conto. Sul fronte del cricket, però, il profilo è quello di un generalista europeo, e un giocatore italiano che cerca mercati su un Test match deve cercarli dove la copertura esiste.

Goldbet: la schedina classica moltiplicata per quindici

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, anche in questo caso intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

L’app per l’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, ed è un elemento che pesa nella scelta di chi tiene alla propria privacy: SPID e CIE sono strumenti che un giocatore italiano usa già per altri servizi pubblici, e chiuderli in un minuto evita il rischio del conto sospeso per validazione non completata.

Il bonus di benvenuto citato è un tipo di offerta che il lettore deve leggere prima di accettare ed è condizionato dall’operatore: Goldbet ne enuncia il tipo, e le condizioni con i requisiti di puntata — cioè quanto e con quale quota minima bisogna giocare prima che il credito diventi prelevabile — sono quelle da aprire prima e non dopo. Il numero che decide il valore dell’operazione non è l’importo scritto in vetrina, è il requisito scritto in fondo.

Sulla copertura, il marchio dice «tutti i campionati di calcio e altri sport», cioè una formula larga senza elenco. Per un giocatore di cricket è il tipo di dichiarazione che non si può verificare leggendo: si verifica aprendo l’app.

Planetwin365: il catalogo più largo della media

Planetwin365 dichiara la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Quel «più di 20 tipologie di sport» è la frase che merita più attenzione nel profilo, perché è la descrizione più ampia di catalogo tra quelle dichiarate dai dieci. Vale però la pena essere precisi su cosa significa: venti tipologie sono un conteggio di discipline, non di eventi, e una disciplina può essere coperta da tre partite l’anno. Il numero dice che il bookmaker ha costruito un’infrastruttura larga, non che ogni sport abbia profondità.

Un catalogo largo è un vantaggio per chi non vuole tenere tre conti, ma non è una promessa sul cricket. La lettura corretta per chi cerca mercati su un T20 è che questo è uno dei profili dove la ricerca ha più probabilità di dare un risultato, perché il catalogo lo consente — e nulla di più, perché nessun elenco dichiarato arriva a nominare la disciplina.

Betfair: l’exchange, dove il margine non è quello del bookmaker

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è anche il caso italiano del betting exchange, il «punta e banca», previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può essere giocatore o bookmaker e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione dello stesso operatore risulta enunciare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. È descritto come il primo exchange in Italia, con la concessione 16028; quali marchi oggi gestiscano un exchange e con quali regole di commissione non è noto.

Qui il discorso sul margine cambia forma, ed è la ragione per cui questo profilo esiste. In un exchange non c’è un bookmaker che si prende una fetta su ogni mercato: c’è una controparte e una commissione sulla vincita. È un modo diverso di pagare il servizio, non un modo più economico per definizione, e chi non lo ha mai usato dovrebbe leggere le regole dei conti italiani — compresa quella puntata minima a 200 centesimi — prima di aprire una posizione, perché il modello mentale del bookmaker tradizionale non funziona qui.

StarCasinò: il casinò che ha anche uno sport

StarCasinò dichiara la concessione ADM n. 16026, intestata a Azzurri Limited. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La struttura del prodotto è quella di un casinò con un bookmaker accanto, e la frase «principali eventi sportivi italiani e internazionali» è volutamente larga. Per un giocatore di cricket è la descrizione meno informativa delle dieci: non c’è un elenco di sport, non c’è un numero di mercati, non c’è un riferimento alla tipologia di evento coperto. Il lettore che cerca il cricket trova qui solo la presenza di un bookmaker, il che è già qualcosa ma non basta per fare una scelta.

Questo è anche il profilo che ricorda quanto poco pesi, in questa classifica, la parola «sport» da sola. Un marchio che elenca slot, Live Casinò e scommesse nella stessa app sta dicendo al pubblico che il gioco è uno solo con tre vestiti, e chi ha una preferenza netta per il bookmaker probabilmente apprezzerà di più un operatore che racconta il palinsesto sportivo invece di affiancarlo a una sala giochi.

BetFlag: bonus generoso e identificazione robusta

BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il bonus è del tipo più riconoscibile: accreditato su saldo, cioè credito reale e non una giocata gratuita, con un tetto di 5.000 €. Chi legge solo questa riga pensa di aver trovato il pezzo forte della lista, e in effetti un accredito su saldo vale più di un bonus gratuito, perché il credito su saldo non muore se la prima giocata non va bene come un freebet la cui puntata non torna in caso di vincita. Ma l’importo in vetrina non è il valore dell’offerta: il valore si calcola dopo aver letto i requisiti di puntata e la quota minima sulle condizioni, perché cinque milioni di credito con rigioco a quota alta valgono meno di cinquecento euro con un requisito ragionevole.

Il secondo elemento del profilo è l’apertura del conto, che passa anche per SPID e CIE. È un bene, e non per un motivo ideologico: identificarsi subito è il modo per non ritrovarsi il conto sospeso dopo trenta giorni con i prelievi bloccati. L’abbinamento tra un bonus grande e un’identificazione robusta è un buon segno, perché suggerisce un operatore che vuole conti reali e non traffico anonimo.

Eurobet: dal calcio alla politica, con un palinsesto bulimico

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, per esempio le elezioni.

C’è da scommettere su tutto, ed è proprio questo il punto su cui un lettore dovrebbe fermarsi. Un palinsesto che arriva a un reality show o a un’elezione ha una profondità diversa da quella di un bookmaker sportivo: è un catalogo costruito per generare occasioni, non per coprire uno sport con competenza. Non è un male in sé, ed è anche una scelta di prodotto legittima, ma il cricket è l’opposto di quel modello: si gioca su un numero limitato di tornei internazionali, con formati che durano giorni, e richiede un’offerta costruita con calma sul singolo evento.

La lettura per chi cerca il cricket è quindi di cautela: il nome del marchio è forte, la concessione è in ordine, ma la descrizione del catalogo non lascia intravedere un’attenzione particolare agli sport meno commerciali, e la verifica va fatta sul palinsesto in un giorno di partita, non sulle pagine di presentazione.

William Hill: la freebet settimanale con le condizioni più strette della lista

William Hill dichiara la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Qui la matematica della promozione diventa leggibile, e conviene farla vedere. Per ottenere 5 € di freebet serve una multipla da 20 € con almeno cinque eventi a quota complessiva non inferiore a 10.0. La freebet è un tipo di bonus la cui puntata, in caso di vincita, di norma non viene restituita, quindi vale meno del suo importo nominale. E cinque eventi in una multipla significano cinque margini sommati nel prezzo. Il giocatore che punta venti euro per una freebet da cinque sta comprando un premio piccolo pagando una struttura di costo lunga: non è un cattivo affare per forza, ma è l’esempio più chiaro, tra i dieci profili, di quanto una promozione dichiarata in euro possa costare in condizioni.

Il tetto di 100 € dice anche il perimetro dell’offerta: il programma dura la stagione di Serie A, e a fine campionato il beneficio si esaurisce. È una promozione legata a un torneo italiano, quindi per definizione non ha nulla a che vedere con il cricket, e il lettore che la valuta lo fa per la parte sportiva generale del conto, non per la disciplina di questa pagina.

Il conto della quota: un esempio illustrativo sul margine

Riprendiamo l’esempio che serve a capire quanto costa ogni scommessa, perché è il numero che il giocatore non vede mai nel foglio della schedina. Un mercato a due esiti quotato 1,90 su entrambi i lati è un caso illustrativo, non un prezzo rilevato presso un operatore: la somma degli inversi delle quote è 1/1,90 + 1/1,90, poco sopra 1,05, la parte che il mercato restituisce sta intorno al 95 % e il margine trattenuto è la differenza, all’incirca il 5 %.

Il risultato va letto come una banda, e la banda dipende da due variabili: quanti esiti ha il mercato e quanto è stretta la quota dell’operatore. Su un mercato a due esiti, un 5 % scarso è una misura comune; su un mercato a tre esiti con quote simili il costo sale; su un mercato di cricket con molti esiti il margine può essere sensibilmente più alto. Il che significa una cosa semplice per chi legge: confrontare due offerte sullo stesso evento di cricket ha senso, confrontare il margine di un 1X2 con quello di un mercato sui run non ne ha.

Il margine è una stima statistica, non un esito. Su una singola giocata si vince o si perde e il margine non si manifesta; su molte giocate della stessa somma, il ritorno medio si avvicina alla parte restituita dal mercato. Chi punta dieci euro su una singola a 1,90 e vince riceve 19 € di ritorno, cioè 9 € di profitto netto, e il margine non ha tolto nulla a quella giocata specifica — l’ha tolto alla media. È lo stesso motivo per cui una quota «maggiorata» su un singolo evento non cambia la struttura del prezzo: la sposta per una giocata, non per il gioco.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su quelli inseriti nel palinsesto approvato, cioè il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM ai sensi dell’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024. ADM autorizza gli eventi uno alla volta, quindi il singolo torneo può entrare o restare fuori, e la verifica va fatta sul palinsesto del giorno.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it, e si confronta la ragione sociale con quella dichiarata nelle condizioni del sito. Attenzione: la concessione è per sito, non per azienda, e un nome sull’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: dieci euro a 1,90 danno 19 €, cioè puntata più profitto. Il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno, quindi 9 € nello stesso caso. Sulla multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato; il risultato è poco più di uno, e il suo inverso è la parte restituita. Su un mercato a due esiti a 1,90 il payout è intorno al 95 % e il margine circa il 5 %, in banda, perché il valore cambia con il numero di esiti e con la larghezza applicata dall’operatore.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sulle vincite pagate da un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore, che paga l’imposta unica sulla differenza tra puntate e vincite, e il giocatore non subisce trattenute. La ricostruzione è riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, come prevede l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Una riduzione ha effetto immediato e un aumento richiede sette giorni di attesa, perché la legge vuole che chi alza il tetto ci pensi sopra.

Cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione ADM?

Non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi l’autoesclusione non lo blocca, è esposto all’oscuramento e, per come ADM enuncia la Legge 401 all’art. 4, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite, secondo l’Agenzia delle Entrate, andrebbero dichiarate come redditi diversi.

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