Siti di scommesse esteri 2026: il conto che la pubblicità non mostra
Dove comincia il fuori perimetro: la concessione, sito per sito
Chi cerca un bookmaker fuori dal perimetro italiano parte da una convinzione semplice — altrove si pagherebbe meno. Il conto che esce da queste pagine non conferma quella convinzione. Un sito che accetta giocate dall’Italia senza concessione non costa meno: costa in modo diverso, e la voce più salata non è il margine.
I dati sui concessionari e sulle autorizzazioni sono aggiornati al 31 Ottobre 2026 secondo l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.

Prima di ogni altra cosa conviene mettere sul tavolo la regola tecnica, perché tutto il resto ne discende. In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro è riservato ai titolari di concessione, e l’ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste. La concessione non è una licenza aperta: si vince con gara pubblica, ha durata massima di nove anni senza rinnovo e si riferisce a un singolo sito, non a un gruppo. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo indirizzo .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chi legge quell’elenco con attenzione si accorge di due cose. Il concessionario quasi mai porta il nome del marchio, e la lista non ha una colonna per i giochi: un nome presente non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive. Che cosa un operatore offra lo dicono il suo sito e la sua app, non la riga di un registro.
Vale la pena fissare che cosa significa, in concreto, avere una concessione italiana. Vuol dire che il titolare del conto di gioco entra nel Registro Unico degli Autoesclusi, che l’ADM lo vigila, che all’iscrizione gli viene chiesto di scegliere un limite di deposito e che, se nasce una lite, esiste un foro italiano a cui rivolgersi. Un marchio .com senza concessione non porta con sé nessuna di queste cose. La sua licenza — Curaçao, Malta, Anjouan — in Italia non ha alcun valore giuridico.
E qui sta il punto che quasi tutte le guide liquida in mezza riga. La riserva non è solo una questione di operatori multati: l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, colpisce anche il partecipante. L’autorità scrive di ammenda e arresto fino a tre mesi per chi prende parte a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo in euro dell’ammenda e l’eventuale procedimento contro un giocatore non sono noti; la regola, nella formulazione dell’autorità, sì.
Questo cambia la natura della scelta. Aprire un conto fuori perimetro non è selezionare un listino più conveniente: è entrare in una zona che l’ordinamento italiano nomina e non riconosce, dove il rapporto vive su un dominio privato e la parola «cliente» non ha un giudice dietro.
Come l’ADM inibisce i domini e che cosa resta oscurato
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare di continuo l’elenco dei siti inibiti. Chi non lo fa si espone: fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, misura che il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, all’articolo 22, ha portato nel riordino del settore. Non è una cifra simbolica, e la ragione è che il blocco funziona solo se la catena regge, rete e pagamenti insieme.

Sul piano tecnico è cambiato qualcosa di recente. Da aprile 2026 i domini inibiti vengono reindirizzati verso una pagina di avviso dell’ADM dedicata, che prende il posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72; entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Il reindirizzamento porta a un avviso che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere gioco in Italia.
Chi immagina una barriera invalicabile si sbaglia, e chi immagina un semplice fastidio sbaglia nel modo opposto. Il blocco opera a livello DNS, alcuni provider sono più lenti ad allinearsi, e le copie dei domini inibiti ricompaiono nel giro di ore. Nei bandi di aggiornamento del 2026 le liste crescono di decine o centinaia di domini per volta. La parola giusta per l’esito è quella che circola tra chi ci naviga: oscurati. Non sono spariti; sono fuori dalla portata di chi digita quell’indirizzo e dentro la portata di chi ne digita un altro.
La conseguenza per il lettore è meno ovvia di quanto sembri. Un blocco DNS non è una porta chiusa a chiave, è un cartello che cambia posto ogni poche ore. Un conto aperto su un dominio estero può diventare irraggiungibile in una giornata in cui il giocatore ha saldo da prelevare, e la responsabilità di sapere dove quel saldo sia finito resta interamente sul giocatore. Nessun registro pubblico tiene traccia di un rapporto che l’ordinamento non riconosce.
Che cosa si perde, dal deposito al prelievo
La parola «estero» evoca vantaggi operativi: pagamenti più semplici, vincite più alte, meno controlli. Presi uno per uno, questi vantaggi hanno un prezzo misurabile — e il prezzo non è quasi mai la quota.

Cominciamo dal conto. Un operatore con concessione è tenuto a identificare il giocatore: serve il conto di gioco intestato, con le procedure di riconoscimento previste. L’identificazione non è un ostacolo burocratico, è il meccanismo che collega l’utente all’autoesclusione e ai limiti di deposito. Fuori da quel perimetro, chi gioca non è collegato a nessuno di questi strumenti.
Segue il calcolo che interessa a chi legge. Immaginiamo un lettore che scelga all’iscrizione un limite di deposito di 100 € a settimana e punti quella cifra una volta sola su un mercato a due esiti con quote identiche, 1,90 e 1,90 — è un esempio, non un prezzo quotato. La quota di ripartizione di quel mercato è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè 0,95, e il margine del bookmaker è del 5 %. Con un volume di 100 € a settimana per un anno, il costo atteso si colloca tra i 250 € e i 260 €, con la condizione di un mercato a due esiti e di un margine stabile. È una stima statistica, un valore medio su molte giocate: su dieci puntate il risultato può essere qualunque, in entrambe le direzioni. Il numero serve a una cosa sola. Al banco restano circa 5 € ogni 100 € movimentati, e a fine anno questa voce supera con agio qualunque bonus di benvenuto di importo simile.
Su un dominio senza concessione quel margine resta al bookmaker e non si aggiunge nulla di positivo: non c’è vigilanza, non ci sono limiti obbligatori, non c’è un foro italiano. Alla voce del costo si somma una voce che non ha un numero accanto, e quella voce è la scomparsa di tutto ciò che rende tracciabile un rapporto.
Oscuramenti, licenze straniere e l’unico test che vale
Chi digita «siti stranieri» non vuole sapere che cosa fa l’ADM; vuole sapere come distinguere un’offerta legale da una che non lo è. C’è un test solo, ed è pubblico: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Non un confronto, non una classifica, non un nome che ricorre. Un confronto non è una concessione, un nome su una lista redazionale non lo è, e nemmeno la licenza estera più rispettabile lo è, perché in Italia non vale nulla.
Il test però va usato con attenzione, perché ha due limiti. Il primo è che non è a senso unico: una lista pubblica di concessionari contiene molte più società di quelle che una guida confronta di solito, e l’assenza di un nome da dieci righe non significa che quel marchio sia privo di concessione. Il secondo l’ho già detto e merita ripetizione: quell’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione scommesse sportive, poker, giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. La riga dimostra una concessione, non un palinsesto.
Da qui una conseguenza pratica per chi vuole verificare, e sono tre controlli gratuiti. Si cerca l’operatore nell’elenco e se ne legge il codice. Si aprono i termini e condizioni del sito, dove gli operatori con concessione dichiarano numero e società. Si controlla che il marchio abbia un sito .it e che il codice riportato sia coerente con quella riga. Le tre verifiche assieme dicono più di qualunque recensione, perché nessuna recensione si sostituisce a un registro.
Concessionari presenti e assenti: quattro nomi che non c’erano
Al 25 ottobre 2026 l’elenco dei concessionari autorizzati contava 52 righe. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano tra esse. Il dato va letto per quello che è: quattro nomi che circolano molto nelle ricerche italiane e che in quella data non comparivano nel registro. Non è una condanna né una scusa; è un punto di partenza per la verifica individuale, che cambia con ogni aggiornamento della lista. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note, e quell’elenco viene aggiornato: 52 righe è una fotografia, non una costante.
La gara di settembre 2025 aveva assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi paga quella cifra ha un interesse economico preciso a restare dentro le regole: perdere una concessione da nove anni è una ferita molto più profonda di una sanzione. È il motivo per cui le tutele del giocatore, per quanto imperfette, attecchiscono meglio su una concessione che su un dominio che cambia indirizzo.
Mercati, palinsesto e la disciplina di quel che si può giocare
La scommessa sportiva a quota fissa è il cuore dell’offerta, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se qualcuno dei marchi online proponga oggi scommesse a pool non è dato sapere; quello che è certo è che il giocatore digita una quota e non partecipa a un montepremi comune.
Il palinsesto merita una spiegazione, perché è la parola che separa un’offerta controllata da una che non lo è. L’articolo 2, lettera s), del D.Lgs. 41/2024 definisce palinsesto il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Solo su eventi presenti nel palinsesto approvato si può prendere una giocata. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto non è noto, ed è esattamente il punto: su un sito con concessione c’è un’autorità che decide l’elenco, su un sito senza concessione quell’elenco non esiste.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria — l’articolo 2, lettera v) parla di scommesse su eventi simulati, cioè eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o come evento reale preregistrato — e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Molti siti hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a pool, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione a parte. Se un marchio tratti online i pool di ippica nazionale non è dato sapere.
Il live lo offre ogni grande operatore, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note e non esiste qui un elenco dei mercati live. Chi vuole scommettere in diretta guarda il palinsesto del singolo operatore, non una fonte generale.
Il betting exchange — punta e banca — è ammesso come gioco separato: l’articolo 6, comma 1, lettera e), e l’articolo 2, lettera u), lo descrivono come il gioco in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi facciano oggi exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie all’iscrizione, e su un sito senza concessione entrambi restano volontari.
Limiti, autoesclusione e la differenza che conta
Questa è la parte in cui il divario tra dentro e fuori perimetro si misura in euro, non in principi.
Il limite di deposito si sceglie al momento della registrazione, su base settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già all’iscrizione. Il meccanismo ha un’asimmetria progettata: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni di attesa. Chi vuole frenare può farlo subito; chi vuole accelerare deve aspettare. Non tutte le condizioni sono uguali per tutti, perché l’articolo 15, comma 1, lettera b), prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM. Il valore del limite che l’ADM fissa nella gara non è noto.
Lo stesso articolo 15, comma 1 elenca il resto della cassetta degli attrezzi: lettera a) autolimiti su tempo, spesa e perdita; lettera c) messaggi automatici su durata e spesa; lettera e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. La lettera e) è quella che pesa di più.
L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Il registro è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma autorizzata e le sale fisiche. La disciplina dei periodi si muove: un sito di settore riporta che forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e le durate e le forme sono quelle che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano. Sui termini di un concessionario si legge l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Adesso la frase che vale l’intero capitolo. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso è al riparo dalle piattaforme italiane e completamente esposto su un dominio estero che non ha mai ricevuto quell’ordine. Chi si è dato un limite perché si è accorto di avere un problema non trova lì nessun limite, nessun messaggio automatico e nessun canale di contatto obbligatorio.
Sul piano informativo, l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti — fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno — in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il singolo giocatore non vede quella cifra, ma la riga dice chi paga per il sistema di tutela: chi ha la concessione.
L’età è un’altra soglia che non si sposta. L’articolo 3, comma 1, lettera a) nomina la tutela dei minori di età come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una linea contrattuale, è una linea legale.
Le regole sulla pubblicità e il bonus che resta possibile
Il Decreto Dignità — articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018 — è in vigore. L’ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 nella sua forma più ampia: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile, all’articolo 3, lettera l), e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo, all’articolo 3, lettera m), e all’articolo 15, comma 3. È una distinzione che sfugge a molti: il divieto colpisce la promozione dell’offerta, non l’esistenza del bonus.
Il quadro sanzionatorio si muove. La stampa di settore riporta che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus una precisazione serve subito. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus; non è noto alcun tetto statutario né sui bonus né sui requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Ed è lì che va guardato, perché è l’unico posto dove quei numeri esistono.
Sul piano fiscale la differenza tra dentro e fuori è netta. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: l’imposta unica è del 24,5 % sulla raccolta a distanza delle scommesse sportive a quota fissa, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, contro il 20,5 % della rete fisica, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel Decreto Sport di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Vincite da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Verificare una concessione ADM, tre controlli in ordine
La verifica è noiosa e gratuita, ed è il solo strumento che il lettore controlla interamente da sé.
Si parte dall’elenco. L’ADM pubblica l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici sul sito dell’Agenzia e su quello della Guardia di Finanza, come prevede l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024; l’Agenzia tiene le liste con la Guardia di Finanza e Sogei. Cercare il marchio nel primo elenco è l’inizio, non la fine: il nome può non comparire perché il marchio è diverso dalla ragione sociale, e perché la lista contiene molte più società di quelle che una guida confronta.
Poi viene il codice. Trovato il nome, si legge il codice di concessione e la società titolare. I codici correnti stanno nell’intervallo 16000–16051 e ognuno è legato a un solo sito .it. Se un marchio sostiene di operare in Italia e non riesce a indicare un codice coerente con quella lista, la dichiarazione è vuota.
Il terzo controllo è il palinsesto. Anche con la concessione accertata, la lista non dice se quel sito accetti scommesse sportive: la concessione può coprire in qualsiasi combinazione scommesse, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo. La risposta sta nella sezione sportiva del sito o dell’app, che mostra gli eventi e i tipi di giocata.
C’è un quarto controllo che vale più di tutti per chi ha un problema di gioco: se il marchio aderisce al RUA. Un operatore collegato al registro blocca l’accesso a chi si è autoescluso; un dominio fuori perimetro no. Ed è esattamente la differenza tra un sistema che funziona e uno che non esiste.
Miglior sito scommesse estero: perché la domanda si risponde al contrario
La richiesta «miglior sito scommesse estero» contiene un’assunzione: che l’estero sia il posto dove si trova l’offerta migliore. Il materiale che ho davanti dice altro, e vale la pena scriverlo senza girarci intorno.
Su un dominio senza concessione italiana, il margine del bookmaker è lo stesso che il giocatore troverebbe altrove — e spesso peggiore, perché l’operatore non è sottoposto a un palinsesto approvato né a una pressione competitiva regolata. Il costo immediato del gioco non migliora. Cambia tutto il resto: nessun RUA, nessun limite di deposito obbligatorio, nessuna vigilanza ADM, nessun foro italiano, nessuna tassazione alla fonte che il giocatore non debba gestire da sé, e il rischio di sanzione che l’articolo 4 della legge 401/1989, nella lettura dell’ADM del 28 febbraio 2024, estende al partecipante.
Se la domanda resta «dove conviene giocare», la risposta onesta è che conviene partire dall’elenco ADM e non dalla parola «estero». Gli operatori con concessione hanno codici, società, siti .it e termini pubblici; il confronto tra loro si fa su numeri verificabili. Le dieci schede che seguono restano dentro quel perimetro.
Criteri di valutazione: quattro pesi, in quest’ordine
Il confronto tra concessionari non premia chi ha più bonus. Premia chi rende più facile capire quanto costa giocare.
Il primo criterio è la verificabilità della concessione: codice, società, sito .it, coerenza con l’elenco. È l’unico criterio non negoziabile, perché gli altri tre non esistono senza questo.
Il secondo è il costo implicito dell’offerta. Non il margine pubblicizzato, che nessun operatore scrive, ma la sequenza di condizioni che un bonus porta con sé: quanto bisogna movimentare, a quali quote minime, entro quando. Una condizione non letta è una condizione pagata.
Il terzo è l’ampiezza del palinsesto: quali sport, quanti eventi live, quali tipi di giocata. È il criterio più facile da gonfiare a parole e il più facile da verificare nei fatti, guardando la sezione sportiva.
Il quarto è la coerenza tra offerta e soggetto: un marchio a forte vocazione casinò con un bookmaker sottile è un’opzione peggiore per chi scommette, a prescindere dal bonus.
Panoramica dei dieci concessionari a confronto
Le schede che seguono sono dieci concessionari presenti sull’elenco ADM, ognuno con il proprio codice e la propria ragione sociale. La lista non esaurisce il mercato e l’assenza di un marchio da queste righe non significa che sia privo di concessione: significa solo che non è in questo confronto.
| Brand | Codice di concessione e concessionario | Che cosa dicono i termini dell’operatore sul soggetto di questa pagina |
|---|---|---|
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Il conto si apre con registrazione classica, caricando un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2 con codice temporaneo; all’iscrizione si impostano limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | L’app offre un palinsesto dal calcio, tennis e basket alla Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | L’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
Due cose saltano all’occhio leggendo questa tabella. La prima è che la colonna centrale contiene società che quasi nessuno associa ai marchi: dietro alcuni siti molto frequentati stanno ragioni sociali che un lettore non incontrerebbe mai in una pagina promozionale. La seconda è che nessuna riga dice quanto costa giocare. I termini degli operatori parlano di requisiti di puntata, depositi minimi e tempistiche, non di margine — ragione in più per leggere le schede una per una invece di fermarsi qui.
Lottomatica: la copertura degli eventi come argomento principale
Il codice di Lottomatica è 16010 e la società è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota anche come GBO Italy, che gestisce anche siti sotto altri marchi. È uno dei casi in cui la ragione sociale è completamente scollegata dal nome del sito: chi cerca «Goldbet» pensando a un operatore diverso troverà, su quella riga, il nome dietro Lottomatica.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta. La combinazione di streaming e quote in tempo reale è il punto in cui un operatore si distingue davvero, perché il live senza immagini è un gioco a metà: chi non vede la partita scommette su una sequenza di numeri che cambiano senza contesto.
Per chi punta su pochi grandi campionati questa profondità non serve; per chi scommette in diretta durante la partita, la copertura dei big match italiani ed europei con streaming è la voce che tiene il conto aperto. Chi cerca mercati di nicchia — sport minori, campionati esotici — troverà qui meno di quanto cerchi.
AdmiralBet: limiti imposti all’iscrizione e apertura con SPID
Il codice è 16048, la società Admiral Bet S.r.l. È la scheda più ricca di dati operativi, e vale la pena leggerla con attenzione.
Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La differenza tra le due strade non è solo comodità: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi si registra a mano e non pensa alla scadenza si ritrova un conto fermo proprio nel momento in cui vuole incassare.
All’iscrizione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il meccanismo ha la stessa asimmetria già descritta: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il dettaglio interessante è che la richiesta arriva prima che il giocatore abbia un saldo, quando non ha ancora l’impulso di alzare i tetti.
Sui termini c’è anche l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi chiede una pausa sceglie fra un ventaglio più largo di qualche anno fa e, soprattutto, una via d’uscita con una data sopra.
William Hill: il bonus legato al metodo di registrazione
Codice 16044, William Hill Malta Plc. Il marchio è britannico, la società ha sede a Malta, la concessione è italiana e il sito è un .it: l’esempio perfetto di come «marchio estero» e «offerta fuori perimetro» non coincidano affatto.
Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Il punto non è la cifra, modesta in entrambi i casi, ma il fatto che la registrazione venga trattata come una scelta economica: la via digitale vale il doppio della via cartacea, e il termine delle 96 ore è il costo nascosto della seconda strada. Chi carica il documento all’ultimo giorno utile perde la differenza.
Su un’offerta di questa taglia i requisiti di puntata pesano proporzionalmente più che su un bonus grande. Un bonus da 10 € con movimentazione ordinaria si libera in poche giocate; lo stesso importo con un requisito pesante può non valere lo sforzo. Chi cerca un incentivo sostanzioso non lo trova qui, e conviene saperlo prima di aprire il conto.
StarCasinò: il bookmaker dentro l’offerta da casinò
Codice 16026, Azzurri Limited. È il caso più chiaro di marchio con vocazione primaria diversa da quella del soggetto.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La scheda sportiva esiste ed è funzionale, ma nasce dentro un’offerta costruita attorno al gioco da casinò, e la gerarchia dei prodotti lo mostra.
Per chi scommette occasionalmente e apprezza un unico ecosistema per casinò e sport, la compresenza è un vantaggio. Per chi vuole profondità sui mercati e strumenti dedicati al betting, un bookmaker interno a un prodotto casinò raramente compete con un operatore che fa delle scommesse il proprio centro. È una differenza di specializzazione, non di legalità: la concessione è quella di tutti gli altri.
Planetwin365: ampiezza dei campionati nazionali
Codice 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La profondità sulle coppe nazionali è il dettaglio che distingue questa scheda: Serie C e Coppa Italia sono i tornei dove molti operatori si fermano al risultato finale, e chi segue il calcio minore lo nota subito. Le oltre 20 tipologie di sport, con i risultati in diretta, coprono chi cerca varietà senza cercare l’esotico.
Manca qui qualunque informazione sul costo del gioco, e non è una svista: non c’è un margine pubblicato, non c’è un requisito di puntata legato a un bonus. Chi sceglie Planetwin365 lo fa per il palinsesto, non per l’incentivo.
NetWin: il bonus reale e il suo tetto
Codice 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
La parola «reale» ha qui un peso preciso. Un bonus in denaro non è un free bet, e la differenza si sente al prelievo: un free bet il cui importo non viene restituito in caso di vincita vale meno del suo valore nominale, mentre un bonus reale entra nel saldo. Il lettore deve però mettere vicine due cose che raramente lo sono: il tetto di 50 € e il requisito di puntata che quel bonus porta con sé. Le condizioni parlano di conto verificato e di deposito minimo di 20 €; sul requisito di puntata la scheda non si esprime, e va letto nei termini dell’operatore prima del primo versamento, perché è lì che vive il costo effettivo dell’offerta.
Il tetto di 50 € colloca questa proposta nella fascia bassa del mercato. Chi cerca un incentivo da migliaia di euro non lo troverà; chi cerca un bonus lineare, con un deposito minimo accessibile, ha davanti una proposta semplice da valutare.
Betfair: exchange, mercati combinati e la regola dei centesimi
Codice 16028, Betfair Italia S.r.l. È la scheda che porta con sé la storia dell’exchange in Italia: Betfair è descritta come la prima a introdurlo, con questa concessione.
L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. L’exchange è ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Questo cambia la natura dell’offerta — non si gioca contro il banco, si gioca contro altri giocatori, e il margine prende la forma di una commissione.
La documentazione Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Una puntata minima di 2 € in passi da 50 centesimi è un vincolo reale per chi punta importi piccoli, e va conosciuto prima di aprire il conto. Quali marchi facciano oggi exchange e con quali commissioni non è dato sapere. L’exchange non è un prodotto per tutti, ma per chi lo usa è una ragione sufficiente a scegliere questo marchio e non un altro.
Eurobet: il palinsesto più largo del confronto
Codice 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La società è la stessa che gestisce altri due siti con concessione: il caso da manuale della regola per cui la concessione è per sito e non per azienda.
L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. Le scommesse su eventi non sportivi richiedono che quegli eventi siano dentro il palinsesto approvato dall’ADM, e la loro presenza segnala che il programma è stato costruito con quell’ampiezza.
Il rovescio sta nell’ordine di lettura. Chi cerca profondità sul calcio troverà molte opzioni ma nessuna ragione per preferire Eurobet a un operatore più specializzato; chi scommette su golf, ciclismo o scacchi trova qui una copertura che altri non hanno. È un palinsesto costruito per la varietà, non per la nicchia di uno sport.
Sisal: volumi, mercati e l’accesso biometrico
Codice 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
I numeri della scheda sono i più alti del confronto: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Un palinsesto live di quella dimensione non è una misura di qualità — nessuno scommette su 15.000 eventi — ma di copertura: chi cerca un evento minore in un orario scomodo lo trova con più probabilità qui che altrove.
Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out è lo strumento che più cambia il modo di giocare, perché trasforma una puntata a esito già scritto in una decisione modificabile, e il prezzo dell’operazione sta nella quota offerta in quel momento. Chi non lo usa non paga nulla per averlo; chi lo usa paga la differenza tra la quota di chiusura e quella di apertura.
bet365: il partenariato UEFA e la prima metà del palinsesto
Codice 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Il partenariato è la voce che salta all’occhio e non è un dettaglio di marketing fine a se stesso: un operatore che costruisce accordi su una competizione tende a costruirvi attorno anche i mercati, e chi scommette sulla Champions la trova spesso al centro dell’offerta. Il resto della lista è eclettico — dall’ippica alle freccette — e segnala un palinsesto costruito per il mercato internazionale più che per la nicchia italiana.
La scheda non dice nulla sul costo del gioco, sul margine o sui requisiti di puntata, e quei numeri stanno nei termini dell’operatore. La concessione 16030 e la società maltese confermano comunque il punto di partenza: la presenza italiana passa da un sito dedicato, non dal dominio internazionale.
Ippica, virtuali ed esports: dove conta solo il palinsesto
Una nota specifica merita l’ippica, perché è la voce che più spesso confonde chi cerca siti esteri. Nella legge italiana è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a pool, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a) e rientrano nella concessione per le scommesse sportive; i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, i totalizzatori tipici — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione a parte. La domanda da farsi non è «quale sito fa ippica», ma «quale tipo di ippica». Se un marchio tratti online i pool di ippica nazionale non è dato sapere, e va verificato nella sezione Ippica del singolo operatore.
Gli eventi simulati sono un’altra categoria a sé, con la propria definizione all’articolo 2, lettera v): eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Molti siti hanno una sezione «Virtuali». Il punto è che il virtuale non è uno sport minore: è una categoria regolata, con la propria definizione e la propria collocazione, e chi la confonde con un gioco da casinò sbaglia il perimetro.
Sugli esports la risposta va data per quello che è: se il palinsesto approvato li includa non è noto. Chi intende scommettere su esports guarda la sezione sportiva del singolo operatore, non una fonte generale, perché la presenza o l’assenza lì è la sola informazione utile.
Il filo che tiene assieme le tre voci è sempre lo stesso. Su un sito con concessione esiste un palinsesto approvato da un’autorità, e l’elenco di quel che è disponibile lo decide l’operatore con l’ADM. Su un dominio senza concessione quel palinsesto non esiste in nessun senso giuridico italiano: esiste l’offerta che l’operatore decide di mettere online, e nessuno la controlla.
Budget piccolo: quattro criteri da pesare
Per chi scommette cifre contenute i criteri sono quattro e vanno pesati in ordine inverso rispetto ai grandi giocatori.
Il primo è il tetto di spesa. Su un conto con concessione il limite di deposito si sceglie all’iscrizione, su base settimanale o mensile, e un limite abbassato ha effetto immediato. Un tetto scelto in anticipo vale più di qualunque bonus: è la sola misura che impedisce a una settimana storta di diventarne una disastrosa. Chi vuole godersi il gioco senza sorprese parte da qui, prima di guardare le quote.
Il secondo è il costo delle condizioni del bonus. Su un’offerta con movimentazione, il costo è la combinazione di requisito di puntata, quote minime e tempo disponibile. Un bonus che richiede centinaia di euro di movimentazione per liberare un importo modesto è un costo mascherato da regalo; un requisito leggero vale più di un importo maggiore.
Il terzo è la natura dell’incentivo. Un bonus reale è più prevedibile di un free bet, perché il suo valore non dipende dalla restituzione della puntata. Chi riceve un free bet deve sapere che il valore effettivo è inferiore al nominale, perché la puntata non torna in caso di vincita.
Il quarto è l’accesso. Registrarsi con SPID salta la fase di validazione documentale che senza SPID va completata entro 30 giorni, e su alcune offerte vale un bonus più alto. È un vantaggio pratico che si ottiene una volta sola, all’apertura, e conviene sfruttarlo quando è disponibile.
RUA e autoesclusione: quello che il giocatore deve sapere
Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma autorizzata e le sale fisiche. È il punto che distingue il sistema italiano da quasi tutti gli altri: la richiesta fatta su un sito vale su tutti.
I periodi sono in evoluzione. Un sito di settore riporta che forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, il che significa che il giocatore potrà escludersi da un solo prodotto — per esempio il casinò — senza chiudere tutto il resto. È una novità di sostanza, perché risponde al caso più comune: chi ha un problema con un prodotto specifico e non vuole rinunciare a tutti gli altri.
Il rovescio è quello che questa pagina ripete perché è la cosa che conta di più: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. L’autoesclusione funziona dove esiste il registro; fuori da lì nessuno la riceve.
Quanto costa un’offerta fuori perimetro, voce per voce
Il modo più onesto di chiudere il discorso sul costo è metterlo per voci, perché la pubblicità dei siti esteri vende una voce sola — spesso la quota — e tace su tutte le altre.
La prima è il margine, che il giocatore incontra a ogni puntata e che non cambia tra dentro e fuori: sta dentro le quote e resta su valori simili sui mercati principali. La seconda è il prelievo: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario, mentre le vincite da siti non autorizzati o esteri vanno trattate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, con dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; non è consulenza fiscale. La terza è il tempo: cambiare dominio, ripetere la registrazione, seguire un indirizzo che si sposta.
La voce più alta però non ha un numero accanto. È l’assenza del RUA, del limite di deposito obbligatorio e del foro italiano — e, nella lettura dell’ADM, l’esposizione del partecipante descritta dall’articolo 4 della legge 401/1989. Su un’offerta fuori perimetro queste voci non si pagano con una commissione; si pagano con la loro assenza.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio principale è restare fuori da ogni tutela: nessun collegamento al RUA, quindi nessun blocco per chi si è autoescluso, nessun limite di deposito obbligatorio, nessun foro italiano. In più l’ADM, il 28 febbraio 2024, ha ricordato che l’articolo 4 della legge 401/1989 sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Poi si controllano numero di concessione e società nei termini dell’operatore. La lista non ha una colonna per i giochi: la presenza non dimostra da sola un’offerta di scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le richieste di esclusione dal gioco e le estende a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è presentata. Sui termini di un concessionario la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la promozione, non l’esistenza dei bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
All’iscrizione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e gli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di registrazione. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni di attesa. Il valore del limite fissato dall’ADM nella gara di concessione non è noto; valgono i limiti scelti dal giocatore e i protocolli approvati dall’Agenzia.
Siti non AAMS ed esteri – Scommesseformula1.com
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